14 novembre 2014

Tendenze Moda: i cappotti per l’inverno

Dopo una lunga attesa sembra che la stagione fredda sia arrivata. E con l’abbassamento delle temperature è il momento di sfoggiare i primi cappotti di stagione che, da eterni must, tornano protagonisti assoluti. Che sia dritto al ginocchio, bon ton, a uovo o un classico doppiopetto, il cappotto rimane uno dei pezzi più importanti nel guardaroba di ogni donna. Noi abbiamo selezionato quelli che più ci sono piaciuti tra le proposte dei nuovi talenti del panorama moda italiano.

Da San Andres Milano i volumi diventano oversize per cappotti arricchiti da dettagli in pelliccia e ricami fatti a mano. Dritti al ginocchio e con un chiaro eco agli anni’60, invece, per il duo Au Jour Le Jour, che sceglie colori shock e pelliccia ecologica.  Immancabili da MSGM le stampe, diventate vera e propria cifra stilistica del brand, che questa volta vengono applicate su superfici broccate e metallizzate.

I cappotti di Albino, dalle forme pulite e con interno a contrasto, brillano di ricami effetto broccato o giocano con inserti di pelliccia. Da Angelos Bratis, invece, vengono destrutturati, diventando ampi e avvolgenti. Per Comeforbreakfast sono over e riprendono le forme dei capispalla di lui, in un continuo crossover dal forte impatto contemporaneo.

Stile lineare, abilità sartoriale e inedite giustapposizioni materiche sono le caratteristiche dei cappotti Quattromani, mentre Arthur Arbesser sceglie forme androgine che richiamano immediatamente Londra e la sua cultura underground. Che siano unicamente nella fodera o all over, Stella Jean non rinuncia alle ormai famose stampe africane arcobaleno su capispalla in maglia che si allungano fino a terra.

Per chi poi non vuole rinunciare ad un’eleganza senza tempo, Esme Vie ha portato in passerella cappottini ultra femminili dai toni del panna, rosa cipria fino ad arrivare al borgogna. Essenzialità minimale anche per Gabriele Colangelo, che sceglie volumi cocoon. E Marco Rambaldi propone capispalla che guardano al passato per le forme ma che, grazie alla perdita di proporzioni originali, vengono riattualizzati al presente.

Noi i nostri preferiti li abbiamo scelti, e voi?

 

Martina Briotti

 

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