16 novembre 2016

#Talentstory Gabriele Colangelo

A volte capita che le passioni si affaccino timidamente ed esplodano all’improvviso.

Così è stato per Gabriele Colangelo, classe 1975 e giovane talento milanese. Figlio di artigiani di pellicceria, sarà proprio il lavoro dei suoi genitori a spingerlo nello sconfinato mondo della moda.

gabriele colangelo

Terminati il liceo Classico, si iscriverà alla facoltà di Lettere Antiche e così, tra versioni di greco e poemi latini, il suo interesse per la moda si farà sempre più presente. E’ proprio in quegli anni infatti che decide di partecipare ad un concorso indetto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, vincendo una borsa di studio come fashion stylist. Da qui inizia il suo percorso, sempre in ascesa, all’interno di questa realtà che lo porterà a collaborare con Versace, Roberto Cavalli e Mariella Burani.

E’ febbraio del 2008 quando debutta sulle passerelle milanesi con una capsule collection di quaranta pezzi, dedicata proprio alle sue origini: pellicceria e ricami dominano infatti la scena. A luglio dello stesso anno vince “Who is on next?”, progetto di scouting organizzato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia.

 

gabriele colangelo

Sarà proprio questa opportunità a delineare una svolta nella sua carriera. “Coerenza” e “costanza” sono le parole chiave per rappresentare il suo lavoro, le stesse che possiamo ritrovare anche nella sua ultima collezione presentata durante la Fashion Week milanese. Attenzione ai dettagli e innovazione: questo è ciò che colpisce immediatamente.

Decostruire per poi ricomporre, questo sembra essere il messaggio lanciato dal talentuosissimo artista attraverso questa passerella.

Una scomposizione attenta dei tessuti, accorpati successivamente in nuove forme. Il tutto lavorato a mano, minuziosamente.

Pezzi dal taglio prettamente maschile creano un movimento fluido e inaspettato, le tonalità che vanno dal bianco al grigio-blu si accostano perfettamente ai pregiati tessuti scelti dallo stilista, il tutto abbinato a sandali flat di cuoio e sabot maschili.

 

Rebecca Rosati, IED Istituto Europeo di Design 

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