17 novembre 2015

#TalentStory Alexander White

Giovane, innovativo e talentuoso sono i tre aggettivi che meglio descrivono la figura di Alexander White, uno dei finalisti dell’edizione 2015 di Who Is On Next? donna, il progetto di scouting realizzato da Altaroma e Vogue Italia.  

Il suo percorso di studi universitario è la concretizzazione delle sue passioni. Frequenta dapprima l’università di Edimburgo laureandosi in Design e arti applicate e in seguito, guidato dal suo amore per gli accessori, s’iscrive presso la Facoltà Cordwainer per studiare design della calzatura.

Un incontro casuale con Sandra Choi, direttore creativo del brand Jimmy Choo,  è la spinta che porta il designer a fondare nel 2014 il suo brand “Alexander White”. Fin dalla prima collezione dimostra il suo talento presentando creazioni chic e moderne, un connubio vincente che non viene tradito neppure nella collezione fall/winter 2015/2016.

Qui si rivela tutta la grandezza del giovane designer che, fondendo opulenze dai richiami passati a un’estetica avanguardistica, crea una linea unica nel suo genere. Sono scarpe che raccontano personalità diverse, ma tutte accomunate dall’intento di Alexander: far sentire ciascuna donna bella, forte e sicura di sé.

I modelli più classici raccontano la volontà di celebrare l’eleganza senza mai scadere nella banalità. Le décolleté diventano tele per graziosi giochi di tartan, per fantasie floreali che spiccano sulle trasparenze e per un arguto uso di materiali classici o dal sapore più eccentrico. Gli stivaletti e i sandali aperti con tacco non rinunciano a una femminilità sfacciata ma raffinata.

I favolosi dettagli blu elettrico, argento pitonato, oro, pelle, nonché l’uso del maculato e delle frange, comunicano la grinta che ogni giovane donna vorrebbe sprigionare lasciando parlare unicamente le proprie scarpe. Per le personalità più timide, cui piace sussurrare la propria appariscenza, spiccano stivaletti crema e azzurro polvere tutti rigorosamente in camoscio.

In una sola collezione ogni forma di femminilità prende vita e, che parli di una signora che opta per il tartan o di una giovane che sceglie il pitonato, è sicuro che nessuna di loro sentirà la terra mancarsi sotto i piedi.

 

Francesca Romana Audino, IED Roma, Istituto Europeo di Design 

 

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