21 giugno 2016

Super studio 50 al Museo Maxxi di Roma

Un recente articolo del New York Times li definisce come  “ Gli architetti che non hanno mai costruito un edificio.” Si tratta del gruppo Superstudio,un unione che nasce nel 1966 da alcuni studenti di architettura di Firenze, Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi aggiunti  Gian Pietro Frassinelli, i fratelli Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli. Ragazzi,allora ventenni,con un unico obiettivo: dare vita ad un modello alternativo di architettura.

Il gruppo Superstudio non creò mai un edificio,non era quello il loro obiettivo, ma vollero con  le loro idee sconvolgere  l’architettura del tempo creandone una nuova, definita poi radicale da Germano Celant in un articolo. Intesa come mezzo  per salvare il  mondo e strumento critico della società moderna. I loro progetti  si basavano  su collages, oggetti, fotografie, opere grafiche e installazione di film.

maxxi roma

 Mostra SUPERSTUDIO 50. ©Musacchio & Ianniello

Sul motivo dello scioglimento del gruppo la risposta è : “ 20 anni per un’avanguardia sono già troppi, inoltre ogni tentativo  di battere il record di durata di un gruppo continuava a infrangersi con quello dei Rolling Stones.”

In occasione dei cinquanta anni dalla sua fondazione fino al 4 settembre il Museo Maxxi a Roma ospita una mostra curata da Gabriele Mastrigli e gli stessi fondatori Natalini, Toraldo di Francia e Frassinelli dal titolo Superstudio 50.

museo maxxi

Mostra SUPERSTUDIO 50. ©Musacchio & Ianniello

La mostra raccoglie oltre 200 progetti,di cui alcuni mai esposti prima, creando un vero e proprio racconto del percorso di evoluzione del gruppo. In più per l’esposizione sono stati realizzati due lavori per il museo. Il muro rosso ,intesa come mostra nella mostra con 90 immagini di progetti  e il Monumento continuo un progetto ripreso di cui esisteva soltanto lo storyboard e  a cui il Maxxi ha commissionato la realizzazione del video a Lucio la Pietra.

Lucrezia Craja, IED Istituto Europeo di Design 

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