12 gennaio 2017

#SAPERFARE OGGI NELLA SARTORIA LITRICO

C’era una vota, e c’è ancora, l’atelier di alta moda, spazio sacro dove la passione prende forma e dopo attenti studi stilistici e, ore di manualità attenta alla cura esasperata per ogni particolare, e grazie ad un sapiente mix di “mani, cuore, fegato e cervello” nascono creazioni capaci di emozionare, poiché pensate, esclusive, uniche e inimitabili; abiti di alta sartoria maschile.

Da una vasta scelta di tessuti preziosi e da un’attenta selezione di materiali e accessori, come fodere e bottoni, prendono vita opere d’arte all’interno dell’atelier romano della Sartoria Litrico che da 65 anni e 3 generazioni mantiene questa tradizione.

Abbiamo incontrato Luca Litrico, che ha negli occhi la luce di chi ama il proprio lavoro e nelle mani l’esperienza di chi è cresciuto nell’ambiente dell’alta moda. Un viaggio nel passato dell’Italia dello stile e dell’eleganza, un viaggio che ti fa apprezzare l’unicità del prodotto artigianale e ti fa capire quanto amore metta nel suo lavoro.

 

luca litrico

 

Da dove nasce l’amore e la passione per il tuo lavoro?

Sono stato un ragazzo fortunato, nato in una famiglia tra le prime a portare il Made in Italy nel mondo, e forse a creare addirittura il Made in Italy nella moda maschile. Sono cresciuto in un periodo unico, dove le buone maniere appartenevano a ogni aspetto della giornata, e il “ben vestire” era una di quelle forme di rispettosa educazione per noi stessi e per il prossimo. Da bambino quando uscivo da scuola, andavo a fare i compiti nell’atelier di famiglia, in via Sicilia, a due passi da via Veneto, il centro dell’alta moda e mentre studiavo nel soppalco della sartoria, entrava Gassman o Andreotti o Barnard a provare il loro abito su misura, oppure a scegliere le stoffe, e allora tappeti rossi e guanti bianchi per trattare il cliente come un “Re”.

A gennaio e a luglio, quando c’erano le sfilate, andavo a portare gli stand carichi di abiti magnifici e ricchi di accessori nei saloni degli hotel. C’era cordialità anche tra colleghi oggi merce rara. Tutte queste cose hanno fatto crescere in me un animo e una manualità artigianale oggi difficili da trovare, unita all’insegnamento paterno di mantenere sempre una grande umiltà e non dimenticare mai le nostre origini. Credo che una buona dose di amore per la bellezza sia stata generata poi, anche, dall’essere nato e cresciuto a Roma e in Italia.

litrico

Tecniche e abilità del tuo lavoro: raccontaci la tua giornata tipo.

Difficile raccontare la mia giornata, diciamo che ho diverse giornate, quella creativa in cui disegno e creo proposte per i miei clienti, selezionando stoffe pregiate e accessori di qualità da portare poi personalmente a domicilio e quella gestionale, per affrontare tutte quelle questioni che riguardano le aziende, (pagamenti, consultazioni legali o amministrative, il commercialista, l’avvocato per la tutela della proprietà intellettuale), e poi quella che amo di più, in cui faccio il “Globetrotter Tailor”: metto la mia selezione di bunches di tessuti nel trolley, scelte accuratamente a seconda del paese in cui andrò e parto per le diverse località del mondo per seguire personalmente i miei clienti, che, stanchi del banale ma costoso PretàPorter mi chiamano a domicilio per rifare i loro guardaroba, per avere un consiglio, sull’abito o sul cappotto, per abbinare la giusta cravatta, le giuste scarpe, perché come dico sempre, “il tuo corpo è unico al mondo, ed il tuo sarto lo sa”. Nella nostra sartoria da sempre “la moda può essere elegante, ma l’eleganza è sempre di moda”.

Poi torno a Roma in atelier, ordinando già in aeroporto prima del volo di rientro i tessuti scelti con il cliente, preparo le schede, abbino la giusta fodera e il bottone, annoto le specifiche fisiche e mando al taglio i tessuti preparati da me per le lavorazioni successive, stabilisco la prova, che tornerò a fare pochi giorni dopo a domicilio del cliente, nel confort della sua abitazione o del suo ufficio, ovunque si trovi.

Come vedi lo sviluppo del mestiere di Couturier nel futuro?

Oggi sono chiamato il “Sarto Globetrotter”. Credo che proprio questo sia il couturier del futuro, il saper abbinare un saper fare autentico alle nuove tecnologie produttive e informatiche, unite a un pizzico di buon marketing che non guasta. Comunico con i clienti di tutto il mondo e li raggiungo ovunque, offrendo servizi assolutamente su misura, mantenendo il massimo livello di qualità nelle lavorazioni e nei materiali utilizzati, il tutto customizzato all’ennesima potenza e a prezzi giusti.

 

 

Enrico Costantini

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