11 luglio 2014

Santo Spirito in Sassia work in progress

 

Da anni ormai Santo Spirito in Sassia è la location ufficiale scelta per la maggior parte delle sfilate in programma ad AltaRomAltaModa. Non tutti sanno però che, tolti allestimenti e americane, questo splendido complesso nel cuore di Roma che ha visto passare ospiti di ogni genere, ha origini antichissime e una valenza storica d’eccezione.

 

La sua fondazione risale, infatti, al 727 d.C., quando il re dei Sassoni istituì la “Schola Saxonum”  come centro di accoglienza per i propri connazionali che giungevano in pellegrinaggio a Roma. Il complesso monumentale, costituito dalla Corsia Sistina, dai Chiostri dei Frati, delle Monache e del Pozzo e nonché dal Palazzo del Commendatore, è situato nell’area occupata in epoca romana dalla villa di Agrippina Major, di cui ancora oggi, nei locali sottostanti la Corsia Sistina, sono visibili resti di muri, pavimenti in mosaico, frammenti di marmi scolpiti e resti di affreschi. Ridotto in rovina da incendi e saccheggi, venne ricostruito nel 1198 sotto il pontificato di Papa Innocenzo III e destinato all’assistenza degli infermi, dei poveri e dei “proietti” (i bambini illegittimi e abbandonati dalle loro madri).

Il successivo rifacimento ed ampliamento venne realizzato tra il 1471 e il 1478 per iniziativa di Papa Sisto IV, che fece decorare la Corsia Sistina con un ciclo di affreschi che illustra la storia dell’antico ospedale innocenziano.

Nella seconda metà dell’Ottocento le due sale che fanno parte della Corsia Sistina furono denominate Sala Lancisi e Sala Baglivi dal nome dei due illustri medici che operarono nell’ospedale.

E proprio queste sono le due sale che a gennaio e luglio ospitano designer, modelle, addetti ai lavori e fashion addicted provenienti da tutto il mondo.

Comincia anche questa nuova avventura:

le luci in sala si abbassano, è il segnale, è il momento di prendere posto. Curiosità e ipotesi sulle nuove collezioni rendono l’atmosfera frizzante. “Chissa’ chi c’è in prima fila!”

Le rumorosità tipiche dell’attesa si alternano ai primi scatti social.

Il buio, la musica che cresce… noi siamo pronti e voi?

 Martina Briotti

Accademia Costume & Moda

 

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