19 aprile 2013

Milano e Roma sempre più vicine nel ridare lustro e modernità all’eccellenza artigiana

 

In occasione del Salone del Mobile, il Progettocalabianamilano, spazio industriale da poco ristrutturato, ha ospitato dodici storie di design italiano frutto del lavoro di giovani creativi: arredamento, lighting, accessori, editoria e grafica. A fare da fil rouge a queste storie è il Made in Italy, l’inconfondibile stile che rende l’Italia e la sua eccellenza un punto di riferimento nel mondo.

Alcuni di questi designer sono stati protagonisti delle passate edizioni di A.I. Artisanal Intelligence uno dei progetti di punta del calendario di Altaroma, che segna un ponte tra Roma – e la sua mission di recupero e  rinnovamento del concetto di artigianato – e la Milano sperimentale – sempre più interessata al design autoprodotto.

Le storie raccontate attraverso le creazioni dei giovani designer parlano sia di rielaborazioni contemporanee di oggetti che fanno parte della nostra cultura quotidiana che reinvenzioni con il recupero e la trasformazione, il riciclo e la sperimentazione di nuovi materiali ecocompatibili.

Rota-lab, Ligneah, Paolo Ciacci, Segno Italiano, Alessandra Roveda, Gerry De Bastiano, Solidea Battista, Elizabeth the First, Rocco Dubbini per Dubbini&Studio, Simone Rainer e Stefania Lucchetta, sono stati i protagonisti di questa selezione di artigiani del design.

Durante i due giorni di Progettocalabianamilano si è assistito alla proiezione di video documentari realizzati da Segno Italiano per valorizzare e rilanciare prodotti dimenticati del patrimonio artigianale italiano: dalle sedia leggera di Chiavari fino alle ceramiche d’Este e ai ramaioili tridentini.

È stato inoltre presentato da Alessandro Enriquez “ANITALIANTHEORY+AZZURRAGRONCHI”: l’opera prima dell’eclettico Alessandro, dopo il successo del libro, si trasforma in progetto da cui nasce una collaborazione tra lui e la designer toscana Azzurra Gronchi; si tratta di una Capsule collection di borse e la “rivisitazione” di 4 sedute brocantage “vestite” dai colori, dai segni e dai simboli “An Italian Theory”1.

 

 



Ph Alberto Segramora







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