5 marzo 2015

#MFW Milano Moda Donna

Sono sempre di più i giovani designer, partiti da Altaroma, pronti a farsi largo tra i big, conquistando un posto d’onore nel fitto calendario della fashion week milanese. Nel corso dell’ultima edizione di Milano Moda Donna, andata in scena dal 25 febbraio al 2 marzo, infatti, tanti talenti emergenti, tra sfilate e presentazioni, hanno mostrato le proprie collezioni autunno inverno 2015-16.

È stata Stella Jean a fare da apripista con la sua sfilata. La stilista italo-haitiana che ha fatto delle contaminazioni stilistiche e culturali il proprio punto di forza, stavolta esplora l’Himalaya indiano e porta in passerella stampe pop che strizzano l’occhio allo yak, animale simbolo di quei luoghi. Giochi di volumi e texture differenti si tingono della sua consueta e iconica esplosione di colore.

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Tutt’altra storia quella scritta da Marco De Vincenzo. Il talentuoso designer, fedele al suo spirito votato ad un’intensa opera di ricerca, lavora sulla contrapposizione di forme strutturate, ricche di tasche, e linee morbide della maglieria. Pennellate di colore dell’iride dipingono una realtà arcobaleno visibile attraverso le lenti colorate montate sugli occhiali da sole seventies indossati dalle mannequin.

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E un altro creativo che ama sperimentare è sicuramente Gabriele Colangelo che per la fall winter 2015 mixa e sovrappone elementi dalle forme geometriche, ridisegnando una nuova silhouette femminile. Tocchi di colore si insinuano e accendono una palette naturale tinta di cromie neutre.

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Minimalismo sartoriale. Questa la parola d’ordine per la prossima stagione fredda di Aquilano.Rimondi. Il duo creativo gioca con le contaminazioni di genere e guarda al neoplasticismo olandese del 1917. Il risultato? Una collezione dalla purezza essenziale e dalle fantasie geometriche rigorose.

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Il colore torna a farla da padrone sulla passerella di MSGM. Massimo Giorgetti accantona definitivamente le stampe che l’hanno reso celebre e continua a dedicarsi alla nuova anima sporty-chic del brand. Dai pantaloni cropped alla caviglia alle felpe da tennis arricchite da ruches in seta, i veri protagonisti sono i capispalla che spaziano dai lunghi cappotti a vestaglia in mohair ai modelli corti dal taglio maschile e alle pellicce over in astrakan.

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E sono proprio le stampe messe da parte da Giorgetti a dominare invece la passerella di Au jour le jour. Mirko Fontana e Diego Marquez mixano pattern coloratissimi a grafismi dall’allure pop. Sul disco dance floor si palesano applicazioni di paillettes e maxi strass che impreziosiscono il denim, ritratti muliebri e scene da concerto che si insinuano sulla pelle delle giacche.

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Ma il focus sui giovani si concentra in particolare nell’ultima giornata che vede protagonisti Leitmotiv, Alberto Zambelli e San Andrès Milano, in passerella grazie a un’opportunità data da CNMI.

Juan Caro e Fabio Sasso di Leitmotiv sfilano con un A/I 2015-16 colorato e divertente. I due creativi si lasciano ispirare dal mondo toys e da quello kawaii e arricchiscono i pattern di ricami e cristalli Swarovski. A completare gli outfit una capsule collection di orologi ideata in collaborazione con il marchio giapponese Q&Q SmileSolar.

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E i ricami Swarovski illuminano anche la sera di Alberto Zambelli. Lo stilista ci accompagna in un viaggio sull’Orient Express, il treno a 5 stelle che collegava Parigi a Istanbul, e veste la sua donna di fantasie che ricordano la tappezzeria della carrozza su cappotti jacquard.

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Cultura messicana e pop art. San Andrès Milano presenta una femminilità fresca e glamour. Cuori sfaccettati e stilizzati si aprono sul décolleté delle modelle. Abiti a tubino e gonne a campana si abbinano a pellicce deluxe in volpe o visone realizzate da maestri artigiani.

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Ad aprire le presentazioni, invece, è stato Giannico, il brand di scarpe del giovanissimo Nicolò Beretta. Innocent Youth, questo il nome della sua nuova collezione che trova ispirazione nel mondo del cinema. In un’atmosfera fiabesca le shoes del talentuoso diciannovenne coniugano femminilità, ironia e sogno.

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CO|TE del duo formato da Francesco Ferrari e Tomaso Anfossi firma il suo debutto a Milano con una collezione che riproduce l’idea della preziosità dei minerali. In un costante dialogo tra tessuti e stampe, texture laminate oro e jacquard glitter blu si abbinano a grafiche flower fossil, riprodotte con applicazioni di paillettes in 3D.

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Sono i modelli vegan-oriented la vera novità della collezione invernale di Coliac by Martina Grasselli. Una linea in grado di coniugare etica ed estetica: realizzate interamente in ecopelle, le scarpe modello derby, declinate al femminile, si arricchiscono di piercing e baguette di strass. La linea vegana si distingue dalle altre calzature di Coliac Shoes per il logo stampato a caldo in argento.

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Particolarmente suggestiva la presentazione di Andrea Incontri al Consolato Svizzero: come opere d’arte i capi sono stati esposti su manichini speciali. Femminile e maschile si incontrano in una collezione donna che sembra essere adatta anche a lui, tra stampe all over e killer shoes.

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Colori accesi e pellami pregiati per il debutto nell’universo della calzatura di Paula Cademartori. La designer, brasiliana di nascita ma italiana d’adozione, amata da tutte le fashion addict per le sue it bags, ha presentato nel neonato headquarter milanese la sua prima collezione di scarpe, segnando un passaggio importante nella crescita del brand.

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Storie di vita di viaggiatori, architettura, design, arte. Atmosfera intima e profondità delle relazioni. È in questo seducente mosaico che si inserisce la collezione autunno inverno di Angelos Bratis. Silhouette monocromatiche senza orpelli e una palette minimal che abbraccia il castagno e l’avorio, il burgundy e il magenta, disegnano una collezione pulita e raffinata.

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Tableau vivant per Arthur Arbesser, il designer austriaco che, per la terza stagione, collabora con l’architetto milanese, Luca Cipelletti, mettendo in scena un contemporaneo ballo delle debuttanti. È un omaggio alle sue origini, a Vienna e all’Austria, la performance che sulle note di Schubert e tra le grandi tele del pittore azionista viennese Hermann Nitstch, vede giovani donne bionde al centro della sala circondate da ventiquattro manichini su cui è esposta la collezione.

 

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Ph credits @CameraModa

Mara Franzese

 

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