10 novembre 2014

MAXXI: Open Museum Open City

Fino al 30 Novembre, a Roma, il suono conquista il MAXXI.

Un gesto sovversivo e radicale quello di svuotare interamente il MAXXI, un gesto che ha messo totalmente a nudo il museo. Grazie ad Open Museum Open City – a cura di Hou Hanru Direttore Artistico del MAXXI, dello staff curatoriale del MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo e del MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione – lo spazio si anima con il suono, sfumatura estrema dell’arte contemporanea.

 

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L’immaterialità, l’onnipresenza e l’invisibilità del suono, così intenso e sperimentale conquista gli spazi trasformandoli in ambienti intimi, urbani e spirituali. Tutto questo è stato possibile grazie alle installazioni site specific di Justin Bennet, Cedvet Erek, Lara Favaretto, Francesco Fonassi, Bill Fontana, Jean-Baptiste Ganne, Ryoji Ikeda, Haroon Mirza, Philippe Rahm e RAM radioartemobile che non solo comunicano emozioni e immaginari, ma ri-definiscono anche le strutture architettoniche dell’edificio. I suoni, live o registrati e generati da tecnologie analogiche o digitali, sono la chiave d’interpretazione della realtà ed entrano a contatto con il pubblico “obbligandolo” sia a esplorare sensazioni difformi, che a contemplare temi universali come l’origine del mondo e l’uomo e la natura. Dal suono fluido dell’acqua che scorre sotto la città di Roma, alla scomposizione di un pezzo musicale in singole note, dai rumori della città al il ritmo della rivoluzione e molto altro ancora. Il suono diventa la chiave d’interpretazione della realtà, un modo speciale per esplorarla, per creare un museo aperto, esempio di una città aperta.

 

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Il significato di museo, inteso come struttura pubblica, è totalmente ribaltato e la musica, ormai unica protagonista, connette l’interno con l’esterno, l’istituzione con la città. Quello che viene proposto è un nuovo Foro Romano, un luogo comune dove sono presenti continui scambi d’idee e creatività. Il tutto arricchito da una serie d’incontri pomeridiani che si svolgeranno per tutto il periodo della mostra: gli spazi vengono “abitati” da oltre 40 artisti (architetti, intellettuali, politici) che attraverso performance, narrazioni, conferenze e proiezioni rendono gli spettatori dei partecipanti attivi.

Open Museum Open City è una finestra sul mondo dell’arte contemporanea e, allo stesso tempo, un’esperienza da vivere, guardare e ascoltare.

 

Jennifer Toppi

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