4 giugno 2015

In lungo con fantasia

Pratico e versatile, in qualsiasi momento della giornata lo si indossi farà sempre un figurone. Uno dei must have della stagione estiva è il maxi dress.

I nuovi designer donano al classico maxi dress un’interpretazione del tutto avanguardista. Piccione Piccione propone onirici giardini incantati in cui api, farfalle e uccellini giocano su atmosfere dai colori vibranti fatte di cespugli traboccanti di fiori. I tessuti impalpabili creano volumi nello spazio dando vita alla fauna degli incredibili paesaggi botticelliani. Un tripudio di colore, invece, per Daizy Shely, che a gennaio ha fatto entrare nei saloni del Museo Maxxi di Roma stormi di variopinti pappagalli tropicali. La sua moda è un gioco di elementi all’apparenza opposti, combinazioni di materiali, forme e volumi che sono in perfetta armonia tra loro. Il giovane brand cremonese Project149 ha coniugato sensualità ed eleganza con il nerbo e il vigore dell’animo sporty. Il long dress rosa cipria è un’ architettonica costruzione che profuma di primavera, con luminose lacrime lilla che piovono da spalle e vita esaltando le forme senza costringerle. Gabriele Colangelo, concettuale come sempre, sperimenta una silhouette destrutturata attraverso forme e materiali accuratamente caotici. Il suo maxi ha proporzioni ampie, quasi over, con bordi tagliati a vivo. Angelo Bratis si ispira “allo scarnito modernismo architettonico” e ai dipinti erotici di Yannis Moralis utilizzando stoffe preziose che ora si sovrappongono e ora disegnano morbidi drappeggi, nella costruzione di abiti che esplorano le infinite declinazioni del “taglio in sbieco”. Eleganza, raffinatezza e semplicità per Esme Vie. Tessuti rigidi e compatti definiscono forme geometriche essenziali in contrasto con la scomposta perfezione dei bouquet di peonie. Marcobologna porta in passerella un pop caleidoscopico. Si rifà ad artisti del calibro di Roy Lichtenstein, Damien Hirst e Yayoj Kusama creando silhouette iper femminili definite da un continuo gioco di grafismi e tagli asimmetrici. Con la sua collezione Stella Jean non solo ha preso spunto dall’immaginario della sua terra di origine – Haiti – con pattern ipercolorati di figure e prodotti, ma ha anche collaborato con l’ International Trade Centre per creare centri di produzione e commercio etico e solidale nei Paesi in via di sviluppo.

 

Corinna Perini Gobbi IED, Istituto europeo di Design

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