4 giugno 2014

LA FORMA DELLA SEDUZIONE. Il corpo femminile nell’arte del ‘900

“La seduzione non si basa sul desiderio o sull’attrazione: tutto questo è volgare meccanica e fisica carnale, nulla di interessante. Certo, il fascino della seduzione passa attraverso l’attrattiva del sesso. Ma, propriamente, vi passa attraverso, la trascende. Per la seduzione, infatti, il desiderio non è un fine, ma un’ipotetica posta in gioco. Anzi, più precisamente, la posta in gioco è provocare e deludere il desiderio, la cui unica verità è brillare e restare deluso” 

 Jean Baudrillard

E’ stata inaugurata il 4 Giugno, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, la rassegna “La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900”, a cura di Barbara Tomassi con la collaborazione di Flaminia Valentini. Una selezione di circa 130 opere, provenienti dalle collezioni della Galleria, ci condurrà alla scoperta della rappresentazione artistica e della percezione del corpo della donna, interpretato, in questa seducente chiave tematica, dall’estro di Modigliani, Picasso, Joan Mirò, Salvador Dalì, Man Ray, Renato Guttuso, Eric Heckel, Carlo Carrà e molti altri.

 

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni dedicate a particolari aspetti della seduzione esercitata dal corpo femminile così come molti artisti, diversissimi tra loro, l’hanno interpretata: la prima sezione, dal titolo “le belle apparenze”, presenta opere in cui il nudo femminile, viene ormai già declinato nel linguaggio inquieto delle avanguardie, in fuga da norme e convenzioni, che in Modigliani e nelle fotografie di Man Ray trovano esiti dirompenti; la seconda sezione, “seduzione/sedizione”, introduce alla  progressiva destrutturazione, nell’arte, della figura del corpo femminile, riformulato secondo logiche diverse dal naturalismo; la terza, dedicata all’“oggetto del desiderio”, testimonia come la seduzione assuma le forme di particolari anatomici sessuali, ma anche di oggetti-feticcio. Si parte dalla rappresentazione di parti anatomiche femminili, spesso decontestualizzate, per giungere agli oggetti comuni investiti di implicazioni erotiche: dalla bambola di Hans Bellmer alla donna-scarpa di Salvador Dalì e all’Objet mobile di Max Ernst; la sezione “la bella e la bestia” allude all’incontro, e alla sovrapposizione, dell’elemento umano con quello animale, o comunque non umano; “la bella addormentata”, infine, è il titolo dell’ultima sezione, che allude all’attrazione esercitata dal corpo femminile abbandonato nel sonno, fra vulnerabilità e passività.

E allora..lasciatevi sedurre, fino al 5 Ottobre!

 

 Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Dal 5 Giugno al 5 Ottobre  2014

www.gnam.beniculturali.it

 

 

 

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