26 maggio 2016

“Corti ma Lirici” in scena al Teatro Eliseo con i costumi dell’ Accademia di Costume e Moda

Anche quest’anno l’Accademia Costume & Moda ha presentato i suoi neo costumisti, Donatella Boschetti, Eleonora Bruno, Camilla Giommarini, Giulia Milli, Shehani Ranathunga, Elisa Rotondi, Nuvola Spezzaferro e Alexandra Spirea, coordinati da Andrea Viotti con il supporto di Alessandra Intini e Giulia Barcaroli, alle prese con la realizzazione dei costumi per lo spettacolo “Corti ma lirici”,  andato in scena al Teatro Eliseo di Roma il 20 e il 21 maggio.

teatro eliseo

Un progetto virtuoso, dove la musica colta incontra le tematiche più attuali. Per la prima volta insieme, il Conservatorio Santa Cecilia, l’Accademia Costume & Moda e l’Accademia di Belle Arti, in sinergia con il Teatro Eliseo, l’Associazione Oltreconfine e la Società Italiana degli Autori ed Editori portano sotto i riflettori il progetto di cinquantacinque giovani artisti tra cantanti lirici, musicisti, compositori, librettisti, costumisti e scenografi.

Con grande entusiasmo presentiamo un piccolo progetto virtuoso – spiega Luca Barbareschi – che fa della formazione un momento unico per sperimentare modelli innovativi, individuare i giovani talenti, incoraggiare l’innovazione linguistica e sostenere la nostra più celebrata tradizione: l’Opera Lirica”.

teatro eliseo

Il teatro Eliseo ha accolto il progetto come occasione di innovazione per la città, un’offerta culturale e di formazione per i giovani per mettere a frutto le competenze acquisite durante il loro percorso accademico, direttamente sul campo e a stretto contatto con i professionisti del settore.

Secondo il regista Roberto Cavosi, le tre mini opere liriche vanno trattate come preghiere naturalmente laiche, nelle quali emergono le contraddizioni del nostro vivere comune contrapposte al grande mistero della vita e della morte, un confronto anche tragicomico che mette a nudo le nostre debolezze e la nostra tanto ineluttabile, quanto umoristica fragilità umana.

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I tre corti, scritti rispettivamente da Aurora Martina Meneo (“E luce fu”), Fabio Marson (“Rest in picture”) e Sara Cavosi (“La sopravvivenza della specie”), sviluppano una parabola assolutamente autonoma, concepita comunque per sviluppare uno spettacolo completo dove il “collante” è rappresentato dal tema prescelto: Il mistero del nostro vivere comune davanti ad un probabile Dio, come ad una probabile vita ed una altrettanto… ancora più probabile morte.

 

 

 

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