23 gennaio 2014

Coffee Break con Greta Boldini

Da una parte Greta Garbo, indimenticata icona del cinema, dall’altra Giovanni Boldini, ritrattista femminile di fine ‘800. Così nasce Greta Boldini. Il brand, creato dalle menti dei giovanissimi Alexander Flagella e Michela Musco, entrambi diplomati al Fashion Institute Polimoda di Firenze, ha saputo raccogliere consensi nel Belpaese e all’estero. Ora, dopo l’apertura del primo atelier, ha un solo obiettivo: conquistare definitivamente Altaroma.

GRETA BOLDINI PORTRAIT

 

In questi anni Altaroma è diventata un’ importante vetrina per i giovani designer. Cosa significa presentare qui la vostra collezione?

E’ stato un percorso bellissimo, avvenuto in maniera così naturale che ci viene difficile immaginare un posto diverso per presentare la nostra collezione. Inoltre è la nostra prima sfilata individuale e non potremmo essere più felici di farla qui.

Dobbiamo tanto ad AltaRoma. Un anno e mezzo fa abbiamo partecipato a Room Service, poi un anno dopo al primo tentativo siamo rientrati tra i finalisti di Who Is On Next? e ora questa grande occasione.

Oltre a essere onorati e visibilmente emozionati, siamo testimoni di un cambiamento: Roma e Altaroma sono ormai una realtà internazionale per lo scouting di giovani designer e, per questo motivo, abbiamo la responsabilità di fare il nostro meglio.

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Oltre il concorso, che cosa rappresenta per voi Roma e da cosa nasce la volontà di sceglierla come quartier generale per il vostro brand? 

Il nostro progetto nasce come atelier nel senso più stretto del termine. Abbiamo il nostro laboratorio in Via Sistina a un minuto a piedi dalla Maison Valentino e in mezzo a tantissimi altri storici atelier. E’ un po’ come vivere a Montmartre per un artista all’inizio del ‘900.

Poi, da un punto di vista affettivo, oltre a essere la città nativa di Michela, è una città che amiamo e nella quale amiamo vivere. Quando siamo in viaggio ci manca sempre.

Con questo non vogliamo dire che sia una città comoda o senza problemi ma la bellezza che riesce a donare riesce a farti dimenticare che magari sei nel traffico da un’ora. In una parola è casa.

 

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Raccontateci il Concept della collezione

La collezione F/W 14/15 si muove tra fluidi di immagini nostalgiche e romantiche, tratte dal film di Luchino Visconti “La caduta degli dei”, interrotti soltanto dalla violenza estetica della bellezza di alcuni frames.

La nuova musa ispiratrice del brand, Charlotte Rampling, sigla inoltre un connubio di rigore, severità e purezza, riscontrabile e rintracciabile in ogni capo della collezione.

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Quanto pensate possa essere importante la commistione con linguaggi diversi (arte, cinema, musica etc) ai fini della realizzazione della vostra collezione? 

Sicuramente il cinema ha un ruolo di rilievo per noi. Ci lasciamo ispirare e influenzare profondamente da tutto ciò che è estetico e vicino al nostro mondo, anche se espresso con linguaggi differenti dalla moda. Raccontiamo poi nella collezione le nostre emozioni, il mood e l’attitude. Tutto ciò è una parte fondamentale della ricerca e dello sviluppo del concept della collezione ma amiamo soprattutto lavorare a manichino. Siamo noi stessi a creare il modello di ogni capo e tutto il lavoro di creazione di una linea, di un volume e la ricerca della perfezione del taglio è anche questa per noi pura ispirazione. Un mood può suggerirti l’uso di un determinato materiale ma noi poi impieghiamo sempre molte energie sullo studio delle tecniche di rifinitura del prodotto. Il risultato deve essere sempre un capo che ha una vita propria, bello di per sé, che aspetta soltanto di essere interpretato.

 

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E, continuando con queste influenze extra-moda, se doveste paragonare il vostro stile a un disco quale scegliereste? A un film? A un piatto? A un libro? 

Disco Summer Wine – Nancy Sinatra and Lee Hazlewood

Film The Artist, ma amiamo moltissimo lo stile personale e intimo di Sofia Coppola, l’approccio creativo e perfezionistico di Cristopher Nolan e la genialità, mista a profonda cultura, di Tarantino.

Piatto Creme brulée

Libro “Seta” di Alessandro Baricco

 

Giulio Piano Del Balzo

Accademia Costume & Moda

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