19 marzo 2014

Coffee break con Au Jour le Jour

Scegliere il proprio stile “di giorno in giorno” con ironia. Così Mirko Fontana e Diego Marquez, fondatori di “Au Jour le Jour”, interpretano la loro moda. Dal 2011, anno in cui hanno partecipato a “Who Is On Next?”, non si sono più fermati, raggiungendo paesi, compratori e traguardi importanti. Fino ad arrivare alla conquista del castello di Re Giorgio Armani.

 

1) Qual è stata la vostra reazione appena avete ricevuto la notizia di essere stati scelti da Giorgio Armani per sfilare nel suo spazio?

Una grandissima sorpresa che non ci aspettavamo. Il nostro brand, del tutto indipendente, è nato solo quattro anni fa e, dopo una crescita graduale, siamo davvero lusingati di essere stati scelti da Giorgio Armani per sfilare nel suo teatro.

 

2) La vostra collezione: ispirazioni e materiali.

La collezione è dedicata a una donna metropolitana, in continuo movimento, che porta sempre con sé i propri cuccioli. Cuccioli – cani e gatti – che diventano protagonisti di grafiche ironiche, vero elemento iconico del nostro brand. Come le bocche “Au Jour le Jour” reinterpretate nella nuova variante con apparecchi-gioiello per i denti.

I colori vivaci, che ci hanno sempre contraddistinto, qui si alternano a bianco, nero e cammello per giocare sul contrasto.

Nella silhouette predomina principalmente un’ispirazione anni ’60, con gonne e abiti costruiti su tre lunghezze: supermini, mini e longuette.

Abbiamo fatto molta ricerca anche per i materiali che sono stati realizzati in esclusiva e su misura. Jacquard composti su capispalla e abiti, pellicce ecologiche e panni di lana double.

 

3) Armani ha affermato di essere rimasto colpito, tra le varie cose, dalla vostra forte presenza sui social network. Che ruolo hanno per voi?

Un ruolo di grandissima importanza, soprattutto a livello di brand awareness. Siamo stati tra i primi a utilizzarli come strumento principale per comunicare la nostra immagine di moda. Ci hanno permesso di raggiungere moltissime persone e farci conoscere in tutte le parti del mondo. Anche in zone dove non siamo distribuiti come la Nuova Zelanda, il Brasile e la Malesia. Essenzialmente rappresenta un contenitore più immediato e fruibile per comunicare lo stile del nostro brand.

 

4) Reduci da questultima esperienza e dopo il battesimo con Who Is On Next?, cosa pensate della situazione per gli stilisti emergenti in Italia? 

Fino alla vigilia di questo evento siamo sempre stati sostenitori del fatto che Milano e l’Italia in generale dovessero sostenere un po’ di più i giovani. Sembra passato tantissimo tempo da “WION”, quando in realtà sono trascorsi soltanto tre anni. La prima sfilata fu un’emozione fortissima e, successivamente, Palazzo Morando è stato l’inizio dell’internazionalizzazione del marchio. Ci permise, per esempio, di raggiungere la stampa russa e aprirci così le porte a un mercato tuttora molto consolidato.

Dopo quest’ultima opportunità cercheremo di sfruttare la visibilità ottenuta per sviluppare ulteriormente la nostra azienda.

 

Giulio Piano Del Balzo

Accademia Costume & Moda

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