16 giugno 2014

Coffee Break con Christian Pellizzari

Partito dalla provincia di Treviso per poi formarsi tra il Polimoda di Firenze, un piccolo atelier londinese e grandi marchi come Tonello, Vionnet e Jay Ahr a Parigi, Christian Pellizzari, dopo la partecipazione tra i finalisti di Who is on next? ha convinto tutti. Compreso Giorgio Armani che lo ha scelto, tra tanti, per sfilare nel suo Armani/Teatro.
Il suo stile, un vero melting pot di tailoring e sportswear, giorno e sera, eleganza e rilassatezza. «Da sempre ho voluto fare questo» ha affermato il designer classe 1981. Visti i risultati, come dargli torto?

 

 

Sei nato a Treviso, per poi formarti tra Firenze, Londra e Parigi. Quanto c’è di queste città nel tuo stile?

Essere nato nella provincia di Treviso mi ha permesso di entrare in contatto con la realtà della provincia italiana e con un sistema moda completamente diverso da quello delle grandi capitali.

A Firenze ho studiato al Polimoda dove, per la prima volta, ho avuto la possibilità di confrontarmi con persone di diverse nazionalità e di acquisire competenze tecniche per esprimere tutto ciò che avevo in testa. Londra, invece, mi ha trasmesso la totale libertà creativa e a Parigi, oltre lo stile decontracté, ho conosciuto la couture.

 

Giorgio Armani ha dichiarato: “Mi piace scoprire visioni individuali e ritrovare quellenergia che è la molla del successo”. Cosa ispira le tue collezioni?

pellizzari

La mia principale fonte di energia è il tessuto artigianale e industriale italiano. Una realtà fatta di tante piccole eccellenze, capaci di grandi cose. Per me entrare nell’archivio di un’azienda di tessuti è la cosa più emozionante che ci sia.

 

Dopo il battesimo con Who Is On Next? e questa grande opportunità offerta da Giorgio Armani, cosa pensi della situazione per i designer emergenti in Italia?

Mi considero molto fortunato ad aver avuto quest’opportunità. Spero di essere all’altezza.

Credo però che il sistema italiano possa fare e debba fare di più. Per aiutare se stesso e i giovani. Un esempio, in questo senso, sono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dove è stato creato un sistema moda competitivo e agguerrito.
Penso che l’Italia debba riprendersi il ruolo incontrastato di capitale della moda internazionale, facendo sistema e soprattutto aiutando i giovani designer a diventare realtà consolidate.

 

Tra i tuoi primi obiettivi cera quello di aggiungere al maschile anche una linea femminile. Raggiunto questo traguardo, ora hai lopportunità di dare una visibilità internazionale al tuo brand durante la Milano Fashion Week. Qual è il prossimo bersaglio?

Mi sembra incredibile essere già arrivato a questo punto del mio percorso. Ed è solo l’inizio. Quello che vorrei per il futuro è esportare sempre di più nei nuovi mercati e aprire un primo monomarca dove poter mettere a disposizione del pubblico tutto il mio mondo.

 

 

 

 

Giulio Piano del Balzo

Accademia Costume & Moda

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