20 gennaio 2014

Coffee break con Arthur Arbesser

Viennese di nascita ma ormai italiano d’adozione , Arthur Arbesser è il vincitore, a pari merito con Esme Vie, della scorsa edizione del concorso “Who Is On Next?”. Dopo il diploma alla prestigiosa Central Saint Martin di Londra, e la formazione professionale presso Giorgio Armani, ha lanciato la sua linea personale nel febbraio del 2013. Grazie al suo approccio sobrio, contemporaneo, all’attenzione per i dettagli nelle stampe e nella struttura dei capi, si sta già imponendo sulla scena internazionale, ricevendo innumerevoli consensi.

 

In questi anni Altaroma è diventata un’importante vetrina per i giovani designer. Cosa significa per te presentare qui la tua collezione?

Significa tornare dove “tutto” è iniziato solo pochi mesi fa, e sono veramente felice ed onorato di avere di nuovo questa opportunità.

 

Dopo gli studi alla Central Saint Martin di Londra come mai hai scelto di iniziare la carriera in Italia e poi lanciare la tua collezione a Roma?

Dopo Londra avevo voglia di imparare sul serio il business della moda, e Milano è stata la mia prima scelta. Ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare subito nell’ufficio stile di Giorgio Armani. Sono rimasto lì per più di sette anni, un periodo bellissimo, ricco di esperienze e amicizie. Dopo aver compiuto 30 anni però ho sentito  il bisogno di esprimere me stesso al 100%. Mi sentivo pronto ed ho deciso di partecipare a “Who is on Next?” lo scorso luglio a Roma. Un momento magico per me, così tanto da spingermi a tornare.

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Raccontaci il Concept della collezione.

La collezione è un viaggio che ripercorre gli anni dello studio londinese e l’energia di quei giorni. Mi sono lasciato ispirare dal fascino provocante dello street-style inglese accostato a una dolce nostalgia e alla malinconia dello sforzo che comporta crescere e scoprire la propria identità. Gli elementi chiave sono, quindi, Londra e le sue notti nei club, le uniformi clericali, i Joy Division, le gang di ragazzi pericolosi, le grafiche dei primi anni ’80 e una giovane Diane Keaton.

Per quanto riguarda i capi, le forme sono chiare, mascoline e potenti ma allo stesso modo sognanti e morbide. Un gioco di sartoria androgina e trasparenze femminili, con forte accento su stampe. Per i tessuti, ho azzardato un mix di Loden made in Austria, faux astrakan e cavallino, organze di seta trasparenti e materiali tecnici.

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Parlando di influenze extra-moda, se dovessi paragonare il tuo stile a un disco quale sceglieresti?

Non riesco a scegliere un unico disco, sono troppe le influenze musicali che ricevo, da Roxy Music ai Joy Division fino ad arrivare a Beethoven e Richard Wagner.

E ad un film?  Ad un piatto?

‘Fahrenheit 451’ di Truffaut e ‘Bitter Moon’ di Roman Polansky. E più che un piatto lo paragono ad un cocktail, un fresco ma secco Moscow Mule.

Altaroma ha sempre supportato i giovani talenti. Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che vogliono affacciarsi in questo mondo?

Di amarlo al 100%! Deve essere pura passione, anzi quasi un’ossessione. Perche solo se hai un amore molto forte puoi fare questo lavoro. Ci vuole tutta la tua attenzione e tanti buoni amici, ma nonostante le difficoltà è comunque un mondo bellissimo che ti fa vivere a pieno ogni giorno.

 

Brindiamo insieme ad Arthur con il suo drink preferito!

 

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RICETTA MOSCOW MULE:

3-4 cubetti di ghiaccio tritato
2 parti di vodka
succo di due lime
ginger, per riempire
una fettina di Lime per decorare

PREPARAZIONE:

Mettete il ghiaccio tritato nello shaker.
Aggiungete la vodka e il succo di lime.
Agitate finché lo shaker non si raffredda.
Versate in un hurricane o in un tumbler grande.
Riempite con ginger.
Decorate con una fettina di lime e servite con una cannuccia.

 

Martina Briotti

Accademia Costume & Moda

 

 

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