27 gennaio 2015

Chatting with Stella Jean

Altaroma e Milano Moda Donna prima, Pitti Uomo poi. E ora il debutto sulla passerella milanese con la collezione dedicata al menswear. Abbiamo scambiato qualche battuta con Stella.

stella jean

 

Preferisci creare capi destinati all’universo femminile o a quello maschile?

Non è una questione di “genere” e per me non esistono limiti o preconcetti in questo senso. Chi sceglie i miei capi, donna o uomo che sia, li rende suoi abbinandoli come vuole.  Chi veste Stella Jean è un frequent flyer dello spirito, non importa che tocchi tutte le capitali della civiltà con il corpo, ma è indispensabile che le sfiori, e da queste si lasci sfiorare, con la capacità personale innata di miscelare geografie storiche e il desiderio di contro colonizzare luoghi e anime attraverso la sostenibile leggerezza di un sorriso. Questi sono gli elementi che danno licenza di rendere un outfit verbo ed in questo modo permettono di ‘abitare’ gli indumenti aggiungendo di volta in volta la propria firma in calce.

 

stella jeanStampe vivaci e colori vibranti, un mosaico culturale che mixa tradizioni haitiane ed europee, styling curato nei particolari, questi i punti di forza di Stella Jean. Ma qual è la filosofia del brand?

Le mie radici culturali sono alla base del lavoro. I capi nascono dalla mia storia personale, riflettono il métissage di italo-haitiana e il sincretismo socio-culturale insito nella cultura creola, dando vita alla Wax & Stripes Philosohpy, punto d’intersezione tra il rigore accademico del vecchio continente e l’esuberanza spontanea e solare della civiltà creola che affonda le sue radici in Africa. E’ importante mantenersi fedeli ad un concetto di base che, nel mio caso, si esprime nel voler conciliare universi vicini e lontani. Un punto di partenza imprescindibile, supportato dalla necessità di veicolare, attraverso il mio lavoro, un nuovo concetto di multiculturalità. Quando realizzo un capo, non è solo di moda che sto parlando. Parto dal particolare con la speranza di arrivare al globale, mettendo in campo tutta me stessa.

stella jean

 

A Pitti Uomo 85 hai presentato un dandy moderno. Quali sono i punti chiave e le ispirazioni di questa collezione, invece?

L’uomo a cui ho pensato per la prossima stagione invernale calca le strade del Rajasthan con un allure da West End of London, consapevole, spogliato di arroganza e supponenza colonizzatrici. Si scrolla di dosso ogni rigidità e si predispone all’ascolto, introietta suoni, odori, immergendosi nell’anima della cultura indiana, tanto lontana quanto ancestrale e materna. Come in un simposio culturale, tra visioni ed espressioni di mondi tra loro solo in apparenza lontani e in contrapposizione, ho cercato di sintetizzare una crasi estetica tra India, Inghilterra, Cambogia, Italia e Burkina Faso. Una Babele a tendenza inversa.

 

 Dopo il battesimo con Who Is On Next? la tua è stata una carriera tutta in ascesa. Cosa consigli ai giovani designer che vorrebbero seguire le tue orme?

Ogni designer, così come ogni singolo individuo, non dovrebbe mai temere di mostrare il proprio DNA e l’unicità che lo contraddistingue. Il mio suggerimento è di non seguire con foga i dettami del mainstream, accettare le sconfitte e rimanere sempre se stessi.

Mara Franzese

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