15 dicembre 2016

#Chatting with Pugnetti Parma

Filippo Pugnetti comincia la sua esperienza nel mondo della moda nel 2008, dopo aver frequentato a Brescia l’Istituto di Moda Industriale e potenziato le sue abilità all’Ipsia di Parma, ed è a Parma che l’impegno e la dedizione iniziano a dare i suoi frutti quando entrerà in una delle più rinomate pelletterie storiche della città. Imparerà da uno dei più abili maestri della zona come lavorare i pellami più pregiati attraverso tecniche di artigianato antiche e nel rispetto delle tradizioni.

pugnetti parma

Le conoscenze apprese in quel periodo saranno un’importantissima base per tutte le sue attività future. Nel 2010 lavorerà infatti a stretto contatto con Francesco Scognamiglio, in seguito come leather-goods Designer per Laura Buccellati, poi una collaborazione con Chloé, poi ancora come Designer per The Bridge fino ad arrivare alla complessa ma formativa esperienza a Dubai di lanciare un brand locale imponendolo nel mercato dei marchi di lusso. Deciderà però di ritornare in Italia, più precisamente a Parma dove tutto è cominciato, per fondare il suo omonimo brand che fa di tradizione, creatività e rispetto dei materiali le basi per un design audace e moderno. In risposta all’attenzione del designer per i dettagli ed il processo creativo nascerà una delle sue linee più iconiche, la Lift Bag, ispirata alle borse degli attrezzi da lavoro e che sintetizza perfettamente elementi più decisi e forti come i bulloni con altri più delicati e sinuosi come la stessa forma della borsa.

Vincerà poi l’edizione 2016 di “WHO IS ON NEXT?”,  progetto realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia.

 

Da Parma a Parigi e poi anche Dubai, quale tra queste realtà hai trovato più stimolante?

Parma ha impresso indelebilmente in me la sensibilità per l’eleganza e l’allure, Parigi mi ha colpito al cuore con la sua aria frizzante e la sua “spavalda libertà”, Dubai mi ha aperto gli occhi su culture e stili di vita che non immaginavo.

Hai lavorato per piccoli artigiani così come per grandi firme, come cambia il modo di vedere il prodotto e in quale di queste due realtà ti identifichi di più?

Lavorare per piccoli artigiani significa dedicarsi personalmente ad ogni dettaglio, dagli aspetti più creativi a quelli più tecnici senza poter delegare nulla, le grandi aziende ti permettono di concentrarti sull’apporto stilistico delegando tutto il resto, gli artigiani concepiscono il prodotto come un oggetto che deve trasmettere bellezza da sè, mentre nelle grandi aziende questa bellezza deve essere contestualizzata e attualizzata, credo che il piccolo artigiano si possa premettere il lusso di non seguire le correnti stilistiche, mentre la grande azienda può metterti a disposizione il know-how di un intero team, creando interessanti sinergie.

pugnetti parma

Personalmente mi sento sulla linea di confine tra queste realtà, mi identifico in quelle realtà aziendali che non hanno perso la loro essenza artigianale e uniscono il meglio di entrambe le situazioni, per rendere meglio l’idea posso dire che non riesco ad immaginarmi lontano dai pellami e dalle macchine da cucire ma nemmeno lontano dall’osservare le correnti.

Cosa ti ha spinto a fondare il tuo brand personale?

Posso dire che fondare il mio brand è stata quasi una esigenza fisica, ho pensato fosse arrivato nella mia vita il momento giusto, credo sia paragonabile al desiderio di paternità.

Come è cambiata la tua carriera dopo la vittoria a “WHO IS ON NEXT?” 2016?

La vittoria di “WHO IS ON NEXT?” ha cambiato le mie prospettive, non mi era mai successo prima di essere ricercato dai buyer e immaginavo uno sviluppo molto più lento, ora capita che presentandomi, riceva complimenti per il mio lavoro, grazie alla visibilità ricevuta e ad immagini o articoli pubblicati.

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Hai dichiarato di essere molto riconoscente a Parma, tanto da inserirla nel nome stesso del brand. Quanto c’è di questa bellissima città e dell’eredità che essa le ha lasciato nella realizzazione dei suoi accessori?

Di Parma nei miei prodotti, c’è l’attenzione per il dettaglio, la ricerca dell’ equilibrio tra il troppo e il poco, tipica del modo di vestire di questa città, ci sono le tecniche artigianali tramandate dal 1700 e soprattutto il tempo, che ti permette di riguardare più e più volte un modello prima di presentarlo e al giorno d’oggi questo tempo è un gran lusso.

 

Non ci resta che fare il nostro più grande augurio di successo a questo brand sempre più di tendenza. Successo che sta già ottenendo grazie alla suo talento nel sintetizzare passato e presente, tradizione e innovazione in un’unica opera di alta pelletteria in grado di far nascere in noi lo stupore che solo un gran designer può suscitare.

 

Riccardo Greco, IED Istituto Europeo di Design, Roma

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