25 marzo 2015

Chatting with Paula Cademartori

In seguito al percorso didattico nell’Istituto Marangoni e l’ università Bocconi e all’esperienza nell’ufficio stile accessori di Versace, nel 2009 Paula Cademartori si fa strada fra i 140 nomi di Vogue Talents.

L’anno successivo fonda l’omonimo brand di borse haute de gamme, ma sarà Who Is Next?, il progetto di scouting organizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia,  a consacrarla tra i nomi degli stilisti emergenti.

Linee pure, materiali inusuali, accostamenti cromatici sgargianti,  ma non chiassosi, un’impeccabile cura nel dettaglio e un’immancabile fibbia metallica rendono Paula non una promessa, ma una futura certezza del nostro made in Italy.

Dopo la sua esposizione a Milano e dopo l’esperienza di Coin Excelsior a Roma durante l’ultima edizione di Altaroma, abbiamo scambiato qualche battuta con la designer.

paula cademartori

Come è nato l’interesse per il mondo degli accessori?

La passione è qualcosa che si ha dentro. E quella per la moda e soprattutto per gli accessori l’ho sempre avuta. Fin da bambina amavo trascorrere interi pomeriggi a giocare con gli abiti, gli accessori e i gioielli di mia nonna materna preferendoli addirittura ai giocattoli. Crescendo poi, questo semplice gioco si è trasformato in una vera e propria passione e quindi in un sogno da realizzare.

A mio parere sono gli accessori a completare e perfezionare lo stile di ognuno di noi. Avere l’accessorio giusto fa la differenza, può impreziosire il proprio abito o il proprio look ma l’importante è che siano accostati alla personalità di ognuno.

paula cademartori

L’accessorio deve farti bella, dev’essere l’elemento che cattura gli sguardi, deve esprimere un’opinione e spero che la mia collezione di borse e ora anche la nuova capsule di calzature comunichi questo messaggio.

Le borse sono fatte per catturare l’attenzione delle donne, mentre le scarpe anche quella degli uomini!

 

paula cademartoriQuanto influisce lo spirito carioca nella creazione dei tuoi prodotti?

Le mie origini brasiliane influenzano molto la mia vita oltre che la mia visione creativa: a partire dall’uso dei colori fino all’abbinamento dei materiali più diversi.

Da vera italo-brasiliana, quale sono, il colore è una parte fondamentale della mia vita oltre che del mio lavoro. È vita, è allegria!

Posso quindi dire che le mie creazioni sono il giusto mix tra vivacità e allegria brasiliana e artigianalità italiana!

 

Quali sono le tue personali icone di stile e perchè?

 Sono tante le donne che mi hanno ispirato e continuano a ispirarmi. Donne con una forte personalità, uno stile ricercato e che sappiano apprezzare la qualità e il valore di un prodotto artigianale.

Restando nel mondo della moda, tra tante, ammiro moltissimo la capacità d’interpretazione di Anna Dello Russo, l’eleganza di Caroline Issa e Shala Monroque, il lavoro di Miuccia Prada. Ma anche il mondo del cinema mi affascina molto: l’americana Amanda Seyfried e tra le italiane Valentina Lodovini, Tea Falco e Vittoria Puccini per citarne alcune.

paula cademartori

 

Stai ampliando il corebusiness nelle calzature, pensi che in un futuro ti potrai avvicinare anche all’universo maschile?

 Ho già avuto l’occasione di avvicinarmi all’universo maschile attraverso la capsule di t-shirt realizzate per il progetto di Vogue in collaborazione con Ford Mustang Unleashed.

Ma devo ammettere che l’abbigliamento passa in secondo piano rispetto al mio grande amore per scarpe, borse, gioielli e accessori in generale. Ma in un futuro perché no? Sarebbe una nuova sfida.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

Credo sia fondamentale per un giovane designer saper cogliere le opportunità che si presentano. E’ molto importante essere fortemente determinati e non perdere mai di vista i propri obiettivi. È un mondo duro: occorrono tenacia e passione. Non bisogna mollare mai di fronte ai primi rifiuti e ostacoli ma cercare di affrontarli al meglio. Spesso, proprio questi rappresentano un motivo di crescita e di stimolo in più.

 

Lorenzo Bondani, IED Istituto Europeo di Design

 

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