19 dicembre 2016

Chatting With Nicolò Beretta – Giannico

L’uomo dalle scarpe d’oro. Il fondatore di Giannico si racconta ad Altaroma. Un escursus nella sua carriera, nelle vittorie e nella sua ultima collezione.

Nicolò Beretta, il fondatore di Giannico, sembra un uomo destinato a vincere. Una carriera che inizia a sedici anni,  complici del successo un fausto incontro con Manolo Blahnik e una passione sconfinata per la pop art, la moda, insieme ad un mantra che mi farei quasi tatuare: “Work hard in silence, let your succes be the noise”, ma soprattutto scarpe. Sono infatti loro ad essere protagoniste del suo estro creativo. Un astro nascente che viene citato come il dio del tacco 12 su alcune delle più importanti testate nazionali e tra le classifiche più ambite della storia come quelle di “Forbes”. Dai talent scouting come Who Is On Next? del 2015 al recente premio del “Footwera News” fino alle ultime creature della sua Spring Summer 2017, Nicolò Beretta si racconta ad ALTAROMA.

Sei stato e sei considerato un prodigio della moda, disegni scarpe praticamente da quando eri bambino. Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?

“Quando ero bambino disegnavo abiti da principessa delle favole. Crescendo ho cominciato a sentire il richiamo delle scarpe e cominciai a disegnarle. A 16 anni mia mamma mi accompagnò a Londra dove si teneva un evento di Vogue con special guest Manolo Blahnik. Spronato anche da lei sono andato con il mio raccoglitore con dentro i bozzetti e sono riuscito a mostrarli a Manolo. Lui guardò mia madre e disse: Signora bisogna che qualcuno aiuti questo ragazzo a produrre queste scarpe perché qui vedo un grande talento. Posso dire che quello è stato il momento decisivo in cui ho capito quale sarebbe stata la mia strada.” 

Come nasce Giannico? Hai dato vita al tuo marchio ancora adolescente, hai riscontrato difficoltà in questo?

“Giannico nasce dalla crasi del mio nome e quello del mio fratellino Giacomo a cui sono molto legato. Quando ho deciso di fondare il mio marchio ancora vivevo a Sidney con la mia famiglia, ma volevo che il mio progetto fosse interamente Made in Italy. Da Sidney quindi, fusorario compreso, cominciai a contattare calzaturifici italiani chiedendo dei colloqui tramite skype per illustrare il mio progetto. Cosa dovevano rispondere questi imprenditori che trovavano in webcam un ragazzo di sedici anni? Ho ricevuto molti no, ma ho insistito fino quando non mi hanno dato la possibilità di dimostrare che, al di là dell’età, le mie intenzioni e il mio talento erano più che seri.”

Nel 2015 hai partecipato e vinto per la sezione accessori il talent scouting “Who Is On Next?”. Cosa è cambiato da quel momento?

“È stato molto emozionante partecipare e vincere Who Is On Next?, soprattutto perché mi sono trovato davanti una giuria costituita da altissime personalità del fashion system come Pier Paolo Piccioli, Miroslava Duma, Suzy Menkes e molti altri. Sicuramente è stato un altro punto segnato nel tabellone della mia carriera e sono molto grato per questa opportunità che mi è stata data.”

 

Di recente hai partecipato al “Footwear News”. Raccontaci di questa esperienza.

“Footwear News è una delle riviste di settore più importanti negli USA. Fin dagli esordi il magazine, e in particolare la editor Mosha Lundstrom, si accorsero di me e mi individuarono come talento da tenere d’occhio. Mi invitarono nel 2015 a Miami al footwear news Summit. Nel mese di ottobre ho ricevuto questa e- mail dal direttore, Michael Atmore, dove mi comunicava che avevo vinto il “Vivien Infantino prize” come emerging talent of the year e che lo avrei ritirato nel contesto dell’evento annuale dei Footwear News Award. È stata una serata indimenticabile. Insieme a me ricevevano i premi personalità come Rihanna, Linda Fargo, Iris Apfel, Nike, e Manolo Blahnik per la sua collaborazione con il brand Vetements. Essere premiato insieme a loro è stata un’emozione indescrivibile.”

Qual è la formula del successo secondo te?

“Come dico sempre: WORK HARD IN SILENCE, LET YOUR SUCCESS BE THE NOISE. Bisogna lavorare sodo, avere una mente sviluppata a 360 perché serve il talento e la creatività, ma sempre seguendo una linea imprenditoriale e commerciale necessaria in questo momento storico.”

Nelle tue collezione ci sono notevoli sfumature che rimandano alla cultura pop e ricerca artistica. A cosa ti ispiri e come nascono i tuoi modelli?

“Amo la cultura pop, i suoi colori, le immagini, le tecniche, talvolta sconfinando anche nel pop trash. Amo l’arte in tutte le sue sfaccettature e amo viaggiare. I libri e i viaggi sono quelli che in genere mi forniscono materiale per dar vita a dei moodboard  d’ispirazione  che poi trasformo in temi specifici che saranno la collezione stessa. Quando vinsi Who Is On Next? la mia collezione SS15 si chiamava: Eternal summer. La miccia si era accesa guardando le  foto di Slim Aron che mi hanno rapito e mi hanno poi fatto immergere totalmente in tutto quel mondo anni 60 delle vacanze al mare e in piscina, dagli Hamptons a Douville, dove tutto è così ordinato e  patinato, ma al tempo stesso elegante, quasi a restituire un immagine di un’ estate eterna.”

Raccontaci della tua Spring Summer 2017. Questa stagione si arricchisce di diversi esotismi e di un “Made In” rinnovato.

“La mia collezione SS17 nasce in seguito al mio viaggio in India. I colori, le stampe, le architetture, i paesaggi mi hanno totalmente rapito e mi hanno fornito tantissimi spunti per la collezione. La caratteristica più rappresentativa è sicuramente la stampa che ho creato appositamente, composta da elementi tipici del linguaggio orientale: la scimmia, l’elefante, il serpente e i motivi vegetali. Con la medesima stampa ho anche disegnato la mia prima borsa in collaborazione con Monteneri. Una borsa cartella da giorno molto fresca e colorata. Ho inserito anche delle forme nuove che rispecchiano il mood, come la ciabatta sabot a punta interamente in paillettes o sempre la ciabatta composta da fascette colorate in camoscio delle mie bocche iconiche laserate. Ho riproposto le mie scarpe best seller, come la Lola, declinandola nei colori vivi dell’India tra cui il fucsia, il giallo e il verde, inserendo anche il plexiglass come nuovo materiale. È una collezione che ha avuto un riscontro bellissimo!”

Alessandro Iacolucci

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