18 giugno 2014

Chatting with Ludovica Gioscia

Sono ormai diversi anni che Altaroma, utilizza come immagini rappresentative della manifestazione, opere di giovani artisti contemporanei. Siamo andati a intervistare Ludovica Gioscia, romana che vive e lavora in Inghilterra, autrice dell’immagine dell’edizione di luglio 2013.

Gioscia

 

Da Roma a Londra, due città in netto contrasto. Una ricca di storia e arte antica, l’altra in continua evoluzione. Cosa ti porti dietro da una e dall’altra? Un aggettivo che le accomuni?

Sono cresciuta a Roma giocando tra le rovine. Questa è la cosa che mi accompagna con più nostalgia: quella libertà di poter interagire e viversi l’arte e l’architettura in maniera diretta, senza filtri ne’ ostacoli. Sono consapevole del privilegio che ho avuto nel godermi il cielo stellato romano da quindicenne all’interno del Colosseo dopo aver facilmente scavalcato le transenne di protezione.

Gioscia

Roma è una città museo in cui ho vissuto a stretto contatto con le sue infinite collezioni all’aria aperta, mentre Londra è una metropoli in continuo sviluppo. Particolarmente negli ultimi anni, durante i quali il processo di gentrificazione sta avvenendo alla velocità della luce. La trasformazione di zone come Hackney Wick, nell’est di Londra, dove vivo e lavoro, è impressionante. Mentre Roma è come un’enorme memoria, in cui ci si può infinitamente confrontare con altri momenti storici, Londra è convulsa, la gente ha fretta ed il tempo è denaro. Non riesco a pensare a due capitali più diverse in Europa.

 Hai un approccio molto materico nelle tue opere. Quali sono i materiali che ami più usare? Cosa ti piacerebbe sperimentare nel futuro?

Sicuramente le carte da parati sono il materiale che prediligo. Oramai sono dieci anni che le uso e sono diventate come liquide nella maniera in cui riesco a maneggiarle, quando sono bagnate, come fossero tessuti. E’ una sensazione bellissima, mi fa sentire come se mi stessi fondendo con i miei lavori mentre li produco. Uso anche tanti altri materiali, ultimamente sto producendo dei lavori in resina.

Gioscia
Cosa ha significato per te e per il tuo lavoro l’esperienza per Altaroma?

Sono stata molto onorata di poter rappresentare un evento così importante, in particolare perché’ celebra una dimensione sofisticata e fantastica dell’abito: la haute couture. Amo moltissimo gli abiti e gli accessori, che hanno la potenzialità di essere micro architetture o opere d’arte ‘portabili’. In questo senso la moda ha la possibilità di trasportare l’arte nel quotidiano di ognuno di noi. Collaborare in iniziative di questo tipo permette ai miei lavori di rientrare in circolazione nel contesto da cui originalmente avevo prelevato gli elementi con cui le ho costruite, fortificandone molti elementi e permettendo agli aspetti critici presenti all’interno dei lavori di emergere in maniera chiara.

L’immagine scelta per la XXIII edizione della kermesse capitolina fa parte della serie “Soft Power”. Raccontaci le ispirazioni.

Gioscia

I Soft Power è una serie di collage digitali nati del 2010. Sono il risultato della stratificazione di due archivi: quello dei ritratti e quello delle pubblicità dei cosmetici distrutti. Sono ormai diversi anni che le campagne di cosmesi non presentano più il prodotto intatto, ma tagliuzzato, polverizzato, schiacciato. Questa per me è una chiara manifestazione del fatto che la distruzione vende, ed è uno specchio di una dinamica psicologica in cui siamo talmente assuefatti dal ciclo del consumismo che è più eccitante avere a che fare con i detriti del prodotto che col prodotto stesso.
Qual è il tuo approccio alla moda? Uno stilista che ammiri?

JC de Castelbajac, Jeremy Scott, Moschino degli anni ’80, i costumi di Depero, Zhandra Rhodes, i patterns Memphis di Nathalie du Pasquier, gli abiti da sposa decostruiti di Viktor & Rolf.

 

Gioscia

Il tuo lavoro è in continua evoluzione.

Quali sono i prossimi progetti in cantiere? Cosa ti aspetti per il futuro? Dove ti piacerebbe ancora esporre le tue opere? 

In questo momento partecipo nella collettiva ICONICA a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Maria Alicata. Fa parte di una delle iniziative di celebrazione del centenario del CONI. E’ una mostra molto interessante poiché’ ha una vera dimensione pubblica: 100 artisti sono stati commissionati per realizzare poster che si ispirano allo sport e saranno presenti lungo il Tevere per tutta l’Estate.

Gioscia

Dopodomani inaugura una collettiva ad Ascot dove presento un mio nuovo Giant Decollage, X-Ray Amethyst Expands Silver Sun. E’ una commissione permanente ed è nel bagno della curatrice che ha comperato l’opera. Luogo ideale per me visto che sono così interessata allo scarto!

Un posto dove mi piacerebbe davvero poter mostrare un lavoro site-specific è nei Fori Imperiali. Sarebbe come tornare a giocare li’.

 

 

 

Molte altre le “collezioni” di questa giovane artista. Se siete curiosi di scoprirle… www.ludovicagioscia.com

 

Vania Patriarca

Accademia Costume & Moda

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