23 maggio 2016

Chatting with Giuseppe Di Morabito, finalista del Woolmark Prize

“Post-romantico, italiano, ricercato”. È così che Giuseppe di Morabito, giovane talento italiano, descrive il suo brand. Ricami sofisticati e tessuti ricercati sono i suoi punti di forza. Il valore artistico delle sue collezioni è nella ricerca e nell’ interpretazione di elementi storici e visivi.

woolmark prize

Qual è il tuo primo ricordo legato al mondo della Moda?
Credo risalga a quando ero piccolo. Nel mio paese di provenienza in Calabria è ancora usanza fare ricami a mano e cucire. Ricordo mia madre mentre realizzava gonne o capi d’abbigliamento semplici, tutto veniva fatto in casa. Sicuramente non si trattava di Moda per come la intendiamo ma era bello far esperienza di queste abilità nel creare un capo dall’ inizio alla fine nel senso più domestico possibile.

Qual è il tuo metodo di lavoro?
Solitamente inizio con la scelta dei tessuti e dalle ispirazioni stilistiche.
Le due cose devono viaggiare di pari passo in modo da iniziare a delineare quello che sarà poi la collezione finale.
Il resto poi fluisce in più direzioni; si creano diversi capi. Questi vengono selezionati e vanno a comporre la line-up precisa, sia questa per la sfilata che per altri scopi legati all’ambito commerciale. 

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Da dove arriva la tua ispirazione?
Dalle arti e dalle culture visive: mi piace contaminare il presente con qualche nota stilistica del passato. Che sia questa proveniente dalle arti figurative italiane antiche o dalle sotto culture della metà del 900 non importa: credo in una fluida comunicazione temporale tra diverse concezioni dell’estetica, del bello.

Descrivi il tuo stile in 3 parole
Post-romantico, Italiano, ricercato.

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Come ti vedi tra 10 anni?
Auspico a un’affermazione del Brand sia dal punto di vista commerciale che della popolarità tra il pubblico internazionale.
Vorrei potessero realizzarsi in questo periodo di tempo alcuni sogni, tra cui l’apertura di una linea uomo e l’ampliamento del nostro atelier dedicato al su misura e personalizzato.

Cosa si prova ad essere uno dei finalisti del prestigioso concorso “Woolmark Prize”?
Sono davvero entusiasta a riguardo. Sto cercando di creare il miglior look possibile per colpire la giuria, soddisfare le richieste legate alla ricerca sul materiale (lana merino) e le mie aspettative in generale.
Sicuramente è un premio che ti carica anche di una responsabilità, o almeno nel mio caso, dato che sarebbe più che un onore poter portare l’Italia a vincere la prima sfida a Giugno.

 

Maddalena Mallia, IED Istituto Europeo di Design

 

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