1 dicembre 2016

#Chatting with EDITHMARCEL

Andrea Masato e Gianluca Ferracin sono i volti che si nascondono dietro il nome di EDITHMARCEL, brand  che fa riferimento ad un estetica dove femminilità e mascolinità si alternano in un gioco di volumi, forme e silhouette, creando una moda che mette in discussione la differenza tra i generi. In un momento di insicurezza sociale Andrea e Gianluca si pongono come disegnatori di sogni in grado di liberare l’uomo dalla gabbia dorata di cui è prigioniero, azzerando stereotipi e barriere culturali.


EDITHMARCEL

Come nasce il nome del brand?

Il nome è la somma del concetto del marchio: è l’unione di due nomi, Edith e Marcel, l’uno femminile e l’altro maschile. I nomi sono un omaggio a Edith Piaf e Marcel Cerdan, il pugile amore della sua vita. Ci sembrava che i due nomi insieme rappresentassero un armonico contrasto e contenessero i due universi di cui noi sfruttiamo similarità e differenze. Con un sapore senza tempo, che non guasta.

 

Su quale estetica è giocata la collezione? A quale brand o icona vi siete ispirati?

La collezione si presenta come la materializzazione di un’esperienza irreale, di un sogno; abbiamo voluto riflettere sul concetto di barocco come ‘delirio ornamentale’, trovando nel lavoro di Federico Fellini una fonte di ispirazione fondamentale. In particolare all’interno del film abbiamo trovato notevole fonte di ispirazione nel personaggio di Valentina, sia nell’estetica che nell’attitudine.

EDITHMARCEL

Cosa ha significato per voi arrivare tra i finalisti di ‘Who is on next?’ lo scorso luglio?

E’ stata sicuramente una grande opportunità, in termini di visibilità ma sopratutto ha costituito per noi un’importante esperienza e occasione di crescita.

 

In che modo l’architettura ha influito sulla vostra estetica?

L’architettura non è mai stata dichiaratamente tra le nostre fondamentali fonti di ispirazione, ciò nonostante effettivamente molte persone hanno individuato questa contaminazione osservando il nostro lavoro, quindi probabilmente l’architettura è insita nel nostro approccio.

EDITHMARCEL

Siete un brand made in Italy ma avete già fatto esperienze all’estero, dove vi vedete in futuro? Quali sogni vorreste vedere realizzati?

Sicuramente ci sta a cuore il made in Italy ed è nostra intenzione continuare a produrre in Italia, tuttavia non escludiamo la possibilità di orientare il nostro lavoro all’estero. Ad ogni modo, per il momento la nostra priorità è quella di formare un team il più completo possibile perché pensiamo costituisca la base per garantire un futuro.

 

Giulia Catena, IED Istituto Europeo di Design, Roma 

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