3 gennaio 2017

#Chatting with Azzurra Gronchi

“Carryover”, ultima collezione di accessori firmata Azzurra Gronchi – presentata durante l’ultima edizione di Who Is On Next? – riconduce immediatamente l’occhio di chi la osserva al colorato e stravagante mondo degli anni 80’: decennio decisamente in voga per quanto riguarda le passerelle relative alla prossima stagione.

Una palette variopinta è abbinata ad una pelle di vitello liscia, intrecciata e sfrangiata alla quale si unisce l’effetto tridimensionale – tanto da richiamare la sensazione tattile – il cui valore aggiunto è senza dubbio la qualità e la manifattura esclusivamente “Made in Italy”.

Andiamo a scoprire cosa si nasconde dietro questo giovane talento, che sta prendendo sempre più piede all’interno dell’eterogeneo Sistema Moda contemporaneo.

azzurra gronchi

 

Quanto ha influito – nella tua scelta di dar vita ad un brand indipendente – l’attività artigianale della tua famiglia?

Più che fondamentale, le mie collezioni sono fatte interamente con i pellami della conceria di famiglia.

È stato quello il punto di partenza, ho avuto la possibilità di sperimentare ed accrescere un importantissimo know how riguardo al pellame e al prodotto realizzato in pelle.

Il nostro obbiettivo era proprio quello di allungare la filiera produttiva: dal pellame fino al prodotto finito.

 

Che valore dovrebbe ritornare ad avere l’artigianalità “Made in Italy”, in un momento così influenzato dalle grandi catene di pronto-moda?

Dovrebbe tornare ad avere la grande importanza che ha sempre meritato, come una garanzia di qualità riconoscibile in tutto il mondo.

È l’unica cosa che ci distingue da chiunque, vista la lunga tradizione che ci caratterizza, è proprio per questo che le grandi aziende di moda producono in Italia.

 azzurra gronchi

Cosa hai imparato nel corso del tuo cammino professionale, all’interno di grandi aziende del lusso quali, Salvatore Ferragamo, Dolce&Gabbana e Costume National?

Ho collaborato con grandi marchi e molto di quello che ho imparato lo devo a queste esperienze. Sono entrata in questo mondo in punta di piedi, sacrificando interamente la mia vita per questo lavoro, anche se non lo sento per niente come un sacrificio. Mi sono trasferita da giovanissima prima a Firenze e poi a Milano, facendo spesso orari assurdi, pochissime ferie, e ritrovandomi, soprattutto all’inizio, a svolgere qualsiasi tipo di mansione come ad esempio: sistemare magazzini, fare scatoloni o tonnellate di fotocopi. Ma sapevo che quella era la famosa gavetta e da tutto ciò che facevo cercavo di imparare il più possibile. Ho avuto l’opportunità di lavorare per maison internazionali e ho estrapolato da loro tutto il meglio: la qualità, l’artigianalità e l’organizzazione aziendale di Ferragamo, la creatività, l’imprevedibilità e la vena artistica di Dolce e Gabbana, la sartorialità e l’innovazione di Costume National, ecc. Non solo imparando nozioni stilistiche e tecniche ma anche di marketing, di commercio, di promozione e pubbliche relazioni. Inoltre ho avuto la fortuna di conoscere alcune tra le persone più importanti della mia vita, ho avuto dei tutor di altissimo livello professionale sempre disponibili che all’inizio della mia carriera mi hanno insegnato davvero tanto e ancora oggi continuano ad aiutarmi e sostenermi come dei veri amici.

 

Quali sono i materiali che prediligi nelle tue collezioni?

Pelle prodotta in Toscana, vitelli pieno fiore, lavorazioni fatte a mano su pellami, vitelli stampati e serigrafati con fantasie e texture interamente disegnate da me e prodotte solo per la mia linea all’interno della conceria Samanta.

 

Cosa ha significato per la tua carriera partecipare al concorso “Who is on Next”?

È stata un’esperienza importante che mi ha dato una visibilità a livello internazionale.

Ho avuto modo di rapportarmi direttamente con la stampa e di comprendere quale sia la percezione del mio prodotto.

 azzurra gronchi

Cosa pensi del connubio tra moda ed arte?

Credo sia una liaison fondamentale.

Ritengo che la moda sia a tutti gli effetti una forma d’arte.

Sono due discipline legate: entrambe traggono ispirazione dal mondo e dal momento storico. L’artista ed il designer (anch’esso artista) hanno quindi il compito di interpretare le tendenze e gli stati d’animo, aggiungendo e rielaborando con la propria creatività.

 

Descrivi in tre parole, l’attitude della donna che ama indossare gli accessori “Azzurra Gronchi”.

Il mio prodotto è pensato per una donna moderna, attenta al dettaglio di qualità che ama distinguersi e giocare con la moda.

Una donna che vive nel mondo e che cerca non solo una borsa, ma anche una “compagna fedele”, stilosa, versatile e pratica.

 

Sara Piscicelli, IED Istituto Europeo di Design, Roma 

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