15 ottobre 2014

#Chatting with Ludovica Amati

Classe 1978, Ludovica Amati continua il suo percorso stilistico in cui arte moda e spiritualità s’intrecciano, dando vita a performance dallo stile estremamente riconoscibile. L’anno scorso la designer romana aveva colpito tutti con “Matronita”, sfilata-evento allestita all’interno del Castello Sforzesco in occasione del White, introducendo il tema della sacralità della donna. Seguendo lo stesso filone, torna quest’anno alla fiera milanese presentando Ehad, la nuova collezione raccontata attraverso una performance del fotografo Fabio Paleari.

Cittadina del mondo ed eterna viaggiatrice, Ludovica crea storie che parlano di una femminilità sacra, di luoghi lontani e tradizioni ancestrali. E non possono che essere raccontate. Tutte d’un fiato.

 

Seconda esperienza al White, un anno dopo. Cosa è cambiato in un anno per Ludovica?

In questo ultimo anno mi sono trasferita con i miei figli a Ibiza dove ho aperto uno spazio, show-room, nel cuore della città’ vecchia. Oltre ad essere un laboratorio creativo è anche uno spazio di scambio tra designer e artisti di altre parti del mondo come Mads Kornerup di Shamballa e, prossimamente, Fabio Quaranta.

 

Hai presentato la collezione nella galleria Giacomo Guidi, fa sempre parte del White o è stato un tuo progetto parallelo?

La decisione di presentare la collezione nella galleria di Giacomo Guidi nasce dall’idea di unire diverse forme di arte. Il progetto per raccontare la collezione Ehad, è stato curato da Clara Tosi Pamphili, e si sviluppa attraverso una performance del fotografo Fabio Paleari.

 

Per ogni collezione scegli nomi importanti, profondi. Parlaci della tua nuova collezione e del suo nome, Ehad.

I nomi sono per me molto importanti in generale così come le lettere. Le ultime due collezioni portano nomi Kabalistici come “Matronita” che nella Kabala significa il Divino nella Donna e “Ehad”, stesso discorso che continua. Uno. Perchè corpo e spirito appartengono alla stessa famiglia.

 

Da cosa e dove trai ispirazione per le tue collezioni?

Dai miei viaggi, da lontano. Dal passato. Dai miei figli. Dal tempo fisico e il viaggio astrale.

 

Tre aggettivi per definire il tuo stile?

Una sintesi dei miei mondi: personale, antico, impalpabile e composto.

 

Qual’ è la tua idea di eleganza?

L’eleganza per me è uno stato d’animo.

 

Martina Briotti

Ph Andrea Buccella

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