30 ottobre 2014

Chatting with Arthur Arbesser

Viennese di nascita e italiano d’adozione, Arthur Arbesser è uno tra i più talentuosi designer in circolazione. Con le sue linee rigorose e un’eleganza radicale ha saputo convincere tutti. Diplomatosi presso la prestigiosa Central Saint Martins di Londra è arrivato all’ufficio stile di Giorgio Armani, dove vi ha lavorato per sette lunghi anni. Giunto alla soglia dei trent’anni ha deciso di rincorrere il suo sogno mettendosi in proprio, mossa che si è rivelata vincente dato il successo a Who Is on Next? durante l’edizione di luglio di Altaroma 2013. Approdato poi alla settimana della moda milanese e giunto ormai alla sua quarta collezione, sembra non aver perso di vista il suo modo alternativo di accostare moda, arte e architettura, trovando nel dialogo tra queste una sua forma personale di ricerca. Oggi siamo lieti di potergli fare qualche domanda sulla sua ultima collezione primavera estate 2015.

 

Arthur Arbesser

 

Durante la fase di progettazione hai rivolto la tua attenzione verso due artisti tedeschi: Blinky Palermo e Isa Genzken. Cosa ti ha spinto a partire proprio dai loro lavori?                                                                  

 Sono un loro fan da tanto tempo! Sono due artisti molto diversi con un’identità molto forte. Per esempio, l’utilizzo dei materiali inaspettati di Genzken, mi ha spinto a sperimentare molto con quelli scelti da me per la collezione.Arthur Arbesser

 

Hai sviluppato tutta la palette cromatica ispirandoti al pittore Blinky Palermo, cosa hai trovato di così interessante nel suo modo di utilizzare il colore?

Lui è un maestro del “color-blocking”, della purezza dei colori e delle linee molto pulite, tutte cose che adoro e che mi hanno tanto ispirato. Spesso ha lavorato anche sugli spazi, creando nuove proporzioni. Insomma, cose che mi incuriosiscono sempre!Arthur Arbesser

 

Raccontaci la tua collezione SS2015.

Come sempre le forme sono molto semplici e quasi classiche, ma i materiali super innovativi e “strani”…come il cotone cerato, la maglieria in filo di nylon o l’alcantara traforato. Cercavo di reinterpretare pezzi classici dell’abbigliamento, come la polo o la giacca di denim, ma usando tessuti completamente inaspettati.

 

Linee pulite e strutture rigide sono presenti in ogni tua collezione ma sei riuscito a destabilizzare losservatore come in questo caso, unendo al rigore di fondo trasparenze, materiali leggeri e inconsueti. Che tipo di donna è la donna Arbesser?

E’ una donna molto curiosa e aperta, ma allo stesso tempo  sofisticata. Una donna che vuole apparire forte e con molta personalità.

 

Arthur Arbesser

Anche la tua attenzione allallestimento non è mai scontata. Da dove nasce questo desiderio nel ricercare un modo alternativo di presentare le tue collezioni?

L’idea della collaborazione mi piace sempre. Più persone lavorano su un progetto, più interessante sarà il risultato o in questo caso la presentazione. Tutti hanno già visto tutto, bisogna sempre pensare a qualcosa di un po’diverso, innovativo. Anche gli sforzi economici che dobbiamo affrontare quotidianamente noi giovani designer mi spingono sempre di più a fare leva sulla mia creatività e ad avvalermi dell’aiuto degli amici e della loro energia positiva.

 

 

Gaia Bruscoli

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