17 febbraio 2015

ALTAROMA GENNAIO 2015 | ACCADEMIA COSTUME E MODA TALENTS 2015

Sulle passerelle di Altaroma sfilano anche la creatività e l’estro dei 10 Talents dell’Accademia Costume e Moda che, il 31 gennaio, hanno portato in passerella le loro capsule collection per testimoniare abilità stilistiche e tecniche  comunicative e progettuali.

10 laureandi, 10 identità visive differenti abili nel saper cogliere molteplici linguaggi e interpretare stili strettamente personali.

 

Vince il premio TALENTS 2015 Nicolas Martin Garcia, con la collezione “LOLITO”. Il designer  fa un viaggio nell’infanzia Americana degli anni ‘50 e riporta in passerella  cappottini con colli in pelliccia, pantaloni a vita alta, vestiti babydoll e gonne plissettate in uno scambio di ruoli dove i bambini giocano a essere adulti e gli uomini ad essere altro. I capi stimolano la fantasia, la vista, il gusto e si trasformano in zucchero filato e gelato. Colori pastello si fondono su tessuti come twill, pellicce rasate spalmate, lane follate e neoprene: c’è la trasposizione della realtà in un mondo soft ed esuberante dove l’inconsapevolezza e il candore dell’innocenza non costruiscono vincoli e limitazioni.

accademia moda

Tommaso Fux ha sintetizzato in passerella due anime contrapposte, la geisha e il samurai, mistificandole in guerriere corazzate di pelle e gonne plissettate. La collezione “MIKU”, che in giapponese significa “il futuro che deve ancora arrivare”, è il frutto di una sperimentazione che trova spunto da emozioni e visioni.

Debora Fossaceca in “LET ME CHANGE” ha accomunato e neutralizzato le differenza tra uomo e donna attraverso un gioco di trasformazioni e metamorfosi. I capi si stravolgono e si riadattano a specifici desideri: la gonna diventa capospalla da utilizzare per entrambe le personalità.

TEKNO_VINTAGE” è la collezione di Andrea Alfidi ispirata e legata alla subcultura dei raver che restituiscono carattere agli spazi fatiscenti e abbandonati. Plasmata su ampi volumi e stratificazioni, il designer ha utilizzato principalmente il denim e l’econappa, uniti a gabardine tecnica, gomma e catarifrangente.

Domizia Deiana con “MEMORY LANE” ha creato una capsule legata allo scorrere del tempo e a tutto ciò che si corrode istante per istante: la vernice da un cancello, la ruggine sul metallo. La giovane designer contrappone la morbidezza della maglieria alla pelle di rettile per comunicare l’idea di una seconda pelle che lascia intravedere il materiale prima del degrado.

Federico Bucari con “PAR4” porta in scena lo sport, pretesto per creare uno stile. Costruzioni semplici ma definite, minimal nei colori, materiali elastici come il jersey tecnico.

Margherita Feliciani esalta la pelle tatuata, espressione visibile di un animo trasgressivo chiuso nel corpo di un uomo costretto dalle convenzioni e dagli abiti da ufficio. “UNDER THE JACKET” è la scoperta di quei contrasti interiori esplicitati in tessuti classici e tecnici, stampati e trasparenti.

Materiali lussuosi, tagli architettonici, strutture asimmetriche e dinamiche descrivono le silhouette di Lucrezia Abatzouglu, con ANAMNISIS, che fa un tuffo nel passato, nella Grecia ottocentesca, dando vita a figure femminili dall’allure mitologico. Federica Foglia, invece, porta in passerella “SHIBARI” abiti trasparenti e cinture di costrizione per una donna sensuale, vulnerabile e forte.

Spiriti ribelli e sovversivi sono i protagonisti della collezione “PLASTIC N 5”di Silvia Stefanucci. In primo piano c’è la realtà di una vita alternativa, sovversiva, controcorrente di un clochard che utilizza borse dai volumi over e dalle innumerevoli tasche per garantire la giusta capienza nei molteplici spostamenti.  Pellami pregiati in contrasto con buste della spazzatura caratterizzano una capsule bivalente che si è valsa la menzione speciale per gli accessori, premio inserito a sorpresa in questa edizione.

L’evento ha visto anche la consegna del Premio Irene Brin a un ex alunno dell’accademia, Marco Mastroianni, responsabile creazioni materiali in Louis Vuitton per essersi distinto professionalmente nel settore moda.

La sperimentazione, la ricerca ma anche la libertà ed il fermento: questi gli elementi distintivi che hanno fatto grande l’Accademia Costume e Moda.

 

 

Antonia Primerano

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