3 febbraio 2015

Altaroma | Day 4

Greta Boldini , finalista della nona edizione di Who is On Next? apre la quarta e ultima giornata di Altaroma.

Nella sala del Maxxi , Alex Flagella e Michela Musco hanno portato in passerella una preview per il prossimo inverno dal titolo “Crudeltà e Splendore”,  dualismo che corre per tutta la collezione, divenendone il fil rouge. Ferocia e rigore, improvvisazione ed equilibrio sono le parole chiave che meglio descrivono  una collezione fatta di silhouette scivolate che si contrappongono a capispalla in lana di puro mohair lavorato, patchwork di astrakan, castoro e pellicce. Protagonista ancora una volta il ricamo, claim costante del brand, che si fa sempre più sperimentale, sviluppando tele fitte di pietre naturali, piume e frammenti di specchio.

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La giornata prosegue presso il nuovo spazio Altaroma  con due final work accademici;

Artigianalità e ricerca sono i tratti distintivi del fatto a mano che caratterizza gli abiti presentati dall’Accademia nazionale dei Sartori, che sembra ribadire quanto la sartoria sia un’eccellenza italiana da proteggere e valorizzare.

Estensioni, invece, è il progetto multimediale presentato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, che conclude il percorso didattico del biennio specialistico. Dalle atmosfere malinconiche della collezione uomo di Alina Cepikava, si passa all’idilliaca leggerezza di Catalin Nastrut. E ancora, dalle atmosfere ambigue di Liliana Franceschetti, dove il maschile e il femminile si mescolano fino a confondersi, si passa al grido di libertà lanciato da Zhara Sabieri, con una collezione che è uno spaccato sulla situazione sociale femminile in Iran; passerella in veste hi-tech, invece, per Rosa Maria Gonnella.

Nel pomeriggio il bianco diventa padrone. White Light: sartorialità , arte e design made in Italy, è infatti il progetto a cura di Nunzia Garoffolo, presentato presso lo Spazio Herzel de Bach. Il colore/non colore per eccellenza diventa qui simbolo di essenzialità, misticismo, purezza e racconta il Made in Italy contemporaneo.  Una suggestiva raccolta di abiti, accessori, gioielli creati da grandi couturier e giovani promesse della moda italiana tra cui Renato Balestra, Galitzine, Sarli, Aquilano Rimondi, Arthur Arbesser, Liborio Capizzi, Mila Schӧn, Isabella Tonchi, Giulia Marani, i gioielli di Fabio Salini, Stephan Hamel, Bea Bongiasca, Mia D’arco, gli accessori di Move Roma, Olga Pong, Herzel de Bach e Marsell , che dialoga con l’arte contemporanea attraverso una selezione di opere narranti le suggestioni legate al bianco.

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L’ora dell’aperitivo è di nuovo al Maxxi ma nessuna sfilata questa volta.  Protagonista è il cappello per l’evento “Un secolo di forme – il cappello Made in Italy” di Patrizia Fabri per Antica Manifattura Cappelli.  In un’ideale passerella sono state esposte piccole forme di legno che ripercorrono un secolo di questo accessorio tanto amato. Dalle cloche degli anni ’20 alle geometriche pagode sofisticate da abbinare agli abiti di Christian Dior degli anni ’50 fino ai volumi bizzarri ed impossibili da portare solo in sfilata degli anni ‘90, per giungere in conclusione a forme contemporanee con la nuova  collezione firmata Patrizia Fabri.altaroma

Chiude la kermesse capitolina la presentazione dell’esclusiva collezione Theodora Bak by Maria Federica Bachiddu, con cappe rivisitate, rappresentanti di un’impeccabile sintesi estetica . Una capsule di 10 pezzi  unici  e realizzati artigianalmente, che ridefinisce questo capo, rendendolo trasformabile grazie a ganci e lampo.

 

 

Martina Briotti

 

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