1 febbraio 2015

Altaroma | Day 2

Al centro di questa seconda giornata di AltaRomaAltaModa i giovani e il loro talento.

 

A cominciare dal debutto nel nuovo spazio alle porte dell’Auditorium Parco della Musica di 10 fashion designer provenienti dall’Accademia Costume e Moda.

A convincere la  giuria, presieduta da Silvia Venturini Fendi, Nicolas Martin Garcia, con una collezione ironica in grado di andare oltre generi ed età, e Silvia Stefanucci, e la sua idea di praticità, con accessori ispirati alla vita di strada dei clochard.altaroma

 

Per il suo ritorno Gattinoni porta in passerella, o meglio sui tavoli del ristorante Open Colonna, la sua prima food-couture con una collezione di 15 capi dedicati al cibo, eccellenza italiana e tema dell’Expo 2015.

Direttamente dall’ultima edizione di “Who is on Next” arrivano invece al MAXXI, altra novità di quest’anno, i due ultimi vincitori: Salvatore Piccione e Daizy Shely.altaroma

Il primo sceglie la coccinella, il rosso vivo della sua corazza e le geometrie mimetiche della sua livrea come protagonisti di grafiche su mini, midi e maxi dress resi speciali attraverso decorazioni preziose e ricami fatti a mano. Al contrario la designer israeliana preferisce puntare sul contrasto. Contrasto di colori, con il rosso lacca che si alterna all’azzurro chiaro, di materiali, come la pelle sui macramé leggeri, e di forme.

 

Anche A.I. Artisanal Intelligence decide di puntare sulla disarmonia, apparente, di presente e passato per presentarci il nuovo. Villa Poniatowski è stata infatti riaperta al pubblico per ospitare giovani designer. Come Florentina Isaac con i suoi abiti che si rifanno da una parte all’austerità dell’Unione Sovietica e dall’altra al decorativismo moldavo ed

Elise Perrotta che, appena terminati gli studi a Londra, utilizza la lana come materia artistica.altaroma

 

E rimanendo nel mondo dell’arte, la 24enne Giulia Mori, designer di Antonella Rossi Haute Couture, ha voluto dare un volto e un corpo alla tanto desiderata Beatrice di Dante, vestendola di abiti leggeri e morbidi, nei toni del rosa e del lilla, che sottolineano l’eleganza femminile di una donna amata.

 

Camillo Bona, a vent’anni dalla sua prima sfilata d’Alta Moda, decide di tornare in passerella proprio nel luogo che lo tenne a battesimo, la suggestiva cornice dell’Acquario Romano, rifuggendo l’artificio per ricercare la linea essenziale. Nell’apparente normalità si nasconde ricercatezza e lusso dei tessuti.

 

Chiude la giornata Antonio Grimaldi nel giardino incantato ricreato dallo stilista sulla passerella, ricoperta da 14mila petali, con l’aiuto dei maestri artigiani dell’Infiorata di Genzano.

 

 Giulio Piano del Balzo

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