24 aprile 2013

Al Cappello Rosso

 

“Al Cappello Rosso” è  il più antico hotel di Bologna con i suoi 600 anni di storia, ma anche un punto di riferimento per chi ama il design e la modernità.

Ogni anno, infatti, in collaborazione con il  Biografilm Festival, principale evento italiano dedicato alle biografie e ai racconti di vita – dal cinema alla letteratura, dal documentario alla fotografia, dall’arte al teatro e alla musica – la struttura porta avanti un progetto di tematizzazione delle stanze dell’hotel.

L’ospite dell’hotel si troverà così a vivere in uno spazio arricchito con gli elementi simbolo del focus scelto.

Nel 2011 è stata allestita dallo scenografo Mauro Tinti “Shock in Pink Room 202”, dedicata alla grande Elsa Schiaparelli.

Noi di Altaroma, come siamo certi ricorderete, abbiamo dedicato un omaggio alla grande couturière  attraverso “Elsa Shocking”,  il monologo letto da Lella Costa che ha permesso di raccontare il percorso della leggendaria stilista di moda , sottolineando il particolare legame con Roma, la città dove è nata nel 1890, e l’indimenticabile  vena creativa capace di declinare l’avanguardia nelle  sue creazioni  attraverso un’artistica egocentricità.

Quella stessa egocentricità e quello stile surreale che arricchiscono “Shock in Pink Room 202”: grandi campiture rosa shocking, scritte da decifrare con l’aiuto di uno specchio, armadi con abiti trompe-l’oeil, astici arrampicati sulle pareti e una gabbia dorata che racchiude un prezioso cimelio vintage, il celebre profumo Shocking, il cui flacone a forma di donna riproduce le curve voluttuose di Mae West.

La scelta del numero 202 non è casuale: la somma di 2+2 dà 4, il numero considerato portafortuna dalla stilista che aveva la sua boutique al 22 di Place Vendôme e la sua casa al 112 di Rue Berri a Parigi.

Quella dedicata alla Schiaparelli non è l’unica stanza che ci ha incuriositi e divertiti. Un’altra è quella che omaggia John Cage e la sua opera/performance più famosa e controversa: ”4’33’’ – ovvero i minuti di silenzio” e concentrazione che costituiscono questo brano in cui nessun strumento viene mai suonato.

Nella camera troviamo una striscia decorativa che simula i grafici di un equalizzatore, filtro che permette l’ascolto dei suoni in maniera più pura. Quasi un invito ai suoi ospiti a rilassarsi ascoltando i rumori del silenzio.

Naturalmente oltre a queste di cui vi abbiamo parlato, ci sono altre camere da scoprire, ma non vi vogliamo togliere il gusto di farlo.

 

 

 

 

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