20 febbraio 2017

Accademia Costume & Moda Talents 2017

Talento, dunque, non è semplice qualità, ma un dono, un’inclinazione naturale che richiede però di essere riconosciuta e valorizzata.” Con queste parole Simonetta Gianfelici definisce l’attitudine alla creatività che si cela dietro i Talents 2017 dell’Accademia Costume & Moda, annoverata come uno dei migliori istituti italiani dal BoF, e protagonista dell’ultima edizione di AltaRoma.

L’apertura della sfilata dell’Accademia di Costume & Moda è affidata a Diana Aparo – vincitrice per la categoria abbigliamento – che sulle note della chanson française “Milord” reinterpreta il noto romanzo di Dino Buzzati, “Un amore”. La protagonista femminile Laide, personifica la collezione che mantiene un’attitude forte ed irriverente, tradotta grazie a colori vivaci mixati simultaneamente al grigio, indice della desolazione che tutt’oggi l’uomo è costretto ad affrontare all’interno delle metropoli contemporanee.

A seguire “la joie de vivre” che caratterizza la collezione Accessori di Flavia Cavasino, nella quale enormi pois e colori primari la fanno da padrone.

Ritorno ai tempi passati per Rossella Coppola, che reinterpreta gli anni Novanta attraverso “Madelaine”: reminiscenze di colori, forme e materiali che si riconciliano con il presente, assumendo uno stile sportivo e confortevole.

I colori pastello sono invece protagonisti delle collezioni Womenswear di Ilaria De Felice – che grazie a tessuti quali tulle ed organza, riesce ad evocare la sensazione visiva e tattile, che si prova di fronte ad un abisso oceanico – e “Chiasmo” di Valeria Grussu, la quale opera una contrapposizione di forme e colori apparentemente affini, trasformandole in un tutt’uno inossidabile.

Sopra grigie e rigorose tele, Serena Iavarone imprime colorate pennellate, simbolo di un lontano ricordo, mentre Elena Materia descrive un’Essenza nella quale materiali e strutture regnano in completa armonia ed equilibrio.

Una tecnica sperimentale che fa riferimento all’arte tribale: questa è l’ispirazione nascosta dietro “Fruit Leather” – accessories collection di Francesca Nori –  in cui i materiali di scarto diventano protagonisti di corpetti, con un forte rimando alle tele tagliate di Lucio Fontana.

Un’estetica androgina anni Trenta caratterizza la collezione “Durch” di Silvia Perrucci, che nonostante il rigore espresso dalle linee e dalla palette cromatica, riesce ad emanare un’allure raffinata ed elegante.

Provocazione e sperimentazione sono alla base del lavoro creativo di Tea Righini, in cui la visione del denim viene “esasperata” per mettere in luce l’immortalità e la versatilità di questo specifico materiale, sotto intenzionale anonimato. Per la designer Flaminia Rossi la realtà tangibile appare bensì sfocata, come sfocate sono le trasparenze sovrapposte che simboleggiano dei ricordi sbiaditi nel tempo, riportati alla mente dall’iridescenza degli accessori.

In “Jarvis” di Alessio Rossi – vincitore per la categoria accessori – la parola d’ordine è “unire i contrasti”. Che siano di materiali dalla consistenza leggera/pesante, di forme rigide/fluide o di colori caldo/freddi poco importa: l’equilibrio che unisce queste contrapposizioni predomina in passerella.

L’acqua è la reference fondamentale per Monia Romano, che fonde attraverso sei outfits l’abbigliamento uomo/donna, per uno stile no gender sempre di tendenza. Giulia Schisano si concentra totalmente sul Menswear, attraverso l’unione tra urban life ed arte: un uomo incatenato alla frenetica routine quotidiana, che trova la vera liberazione soltanto grazie alla visione delle opere di Emilio Vedova, protagoniste delle stampe della collezione “Blewawhite”.

 Il “Pitti Tutorship Reward” è stato conferito alla collezione Womenswear “Innocence” creata da Ludovica Serra, nella quale il candore di motivi simili alle porcellane orientali, si scontra con l’oscurità trasmessa dai capi di colore nero accostati ai simboli dei tatuaggi russi, che vanno lentamente a contaminare la pura ed illibata visione d’insieme.

Sarà per la vista mozzafiato su Castel Sant’Angelo o per la sensazione unica che si prova varcando l’ingresso di questo luogo, che l’Accademia Costume&Moda, – sfilata dopo sfilata – riesce sempre a trasmettere quella sintonia capace di incantare chiunque osservi quest’alternanza di creazioni, suoni ed atmosfera.

Sara Piscicelli, IED, Istituto Europeo di Design.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Pin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Share on Tumblr